Il dolore
La città intorno alla Vasca
Snodo cruciale intitolato ai Rosselli, da qui si sviluppò il capoluogo
GROSSETO. Piazza o incrocio stradale? Fontana o rotatoria? “Fratelli Rosselli” o “della Vasca”? La protagonista del terzo incontro di Cap58100 - Piazze N(u)ove, il Cantiere d’arte pubblica promosso da Clarisse Arte – in co-organizzazione con il Comune di Grosseto – con Il Tirreno e il sostegno del centro commerciale Aurelia Antica, è piazza Fratelli Rosselli, per tutti i grossetani piazza della Vasca, un luogo cruciale della città, snodo – da sempre – delle principali direttrici che convergono nel capoluogo: via Oberdan (in direzione di Siena), via Roma (verso Livorno), via IV Novembre, da poco ribattezzata via Oriana Fallaci (verso Roma), e via Bonghi (verso il mare).
L’anno di nascita della piazza è il 1830, quando il Consiglio degli ingegneri suggerisce di creare un piazzale circolare tra le già esistenti via IV Novembre e viale Matteotti (già viale Pisani). Una piazza di rappresentanza, dove furono messi a dimora alberi e installati sedili marmorei. E uno snodo che allungava la città dal centro storico alla ferrovia.
Bocciata la proposta dell’ingegner Santini, nel 1866, di realizzarci un arco di trionfo e una zona verde al centro, la piazza rimase un semplice slargo fino al 1871.
Nel 1874 venne creato l’insediamento industriale Cosimini (fonderia e officina meccanica di macchine agricole), dal nome della ditta Cosimini spa, e nel 1896 nel centro della piazza fu collocato il monumento ai caduti nelle battaglie risorgimentali.
Il primo edificio costruito fu, agli inizi del Novecento, il villino Panichi (1900) e Volpi; risalgono agli anni Venti la Regia scuola normale magistrale e convitto (1920-1923), che oggi ospita la scuola media Pascoli, e il Palazzo del governo (1919-1927), sede della Prefettura, entrambi opere di Vittorio Mariani.
Quest’ultima era stata commissionata inizialmente nella attuale piazza Dante, all’epoca piazza Vittorio Emanuele, ma il costo eccessivo dell’esproprio dell’area convinse ad abbandonare il proposito e a scegliere come sede la nuova piazza.
Dello stesso periodo è il Palazzo delle Poste e Telegrafi (1929-1932) di Angelo Mazzoni, palazzo simbolo di Grosseto, uno dei mille edifici postali che costruiti negli anni Trenta su iniziativa del Ministero delle Comunicazioni. Sul portale di ingresso è collocato il gruppo scultoreo “La Maremma domata e San Cristoforo” di Napoleone Martinuzzi.
È in questi anni che comincia a configurarsi l’odierna piazza, allora chiamata piazza Umberto I. La fontana al centro, la “vasca”, arriverà più tardi, dopo che nel 1930 il monumento ai Caduti viene spostato nella sua attuale collocazione, sul bastione della Rimembranza, sulle Mura medicee. Nel 1972 la fontana fu abbellita da quattro teste di leone provenienti da Macchiascandona.
Nel secondo dopoguerra davanti ai villini Panichi e Volpi venne costruito un edificio a un piano di forma convessa, che oggi ospita il bar La Vasca e la Deutsche Bank.
Nel 1978 l’ultimo importante intervento: la costruzione dell’edificio polifunzionale “ex palazzo Cosimini”, da un progetto di Ludovico Quaroni in collaborazione con Enzo Calanca. La ditta Cosimini aveva presentato il progetto al Comune nel 1969. Il Comune lo aveva approvato l’anno dopo. Nel 1971 arrivò il via libera del Consiglio superiore delle Belle Arti e iniziarono i lavori, con l’idea di dare vita non a un palazzo, ma a una vera città nella città, con le sue piazze sopraelevate, le arene per spettacoli aperte a tutti e le gallerie. Il progetto, tuttavia, non è stato mai portato fino in fondo, facendo sfumare il completamento dell’originale programma del Polifunzionale.
Al 2002 risale l’ultima sistemazione del manto stradale.
La toponomastica ufficiale vede la piazza intitolata a Carlo e Nello Rosselli, giornalisti e politici antifascisti uccisi nel 1937. Come per altre piazze e strade della città, tuttavia, la piazza è per lo più conosciuta con un altro nome, “piazza della Vasca”.
Oggi come ieri piazza della Vasca può essere a ben ragione considerata il vero centro della città. È qui che arrivano gli ospiti istituzionali in visita alla città. È da qui che muovono, di solito, le manifestazioni. È intorno a questa fontana che i tifosi vengono a fare i loro caroselli per uno scudetto vinto. Ed è sempre qui, in piazza della Vasca, anzi dentro la vasca, che si tuffarono quando l’Italia vinse i Mondiali. La piazza oggi è uno degli snodi più trafficati, in auto e a piedi. Un luogo di passaggio, più che di passeggio. Negozi non ce ne sono più; ci sono solo due banche, l’ufficio postale, la prefettura, la scuola. Gli unici punti di aggregazione sono il bar La Vasca e l’edicola accanto.
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