Gioco
Nessuna recinzione in pineta «Basta la sorveglianza attiva»
FOLLONICA. Recintare la pineta non è un’idea che l’amministrazione comunale di Follonica intende prendere in considerazione. Al contrario: la parola d’ordine è integrazione. A richiedere un...
FOLLONICA. Recintare la pineta non è un’idea che l’amministrazione comunale di Follonica intende prendere in considerazione. Al contrario: la parola d’ordine è integrazione.
A richiedere un intervento sulla pineta è stato Sandro Marrini. Il capogruppo di Forza Italia in un’interrogazione discussa lunedì in sede di consiglio ha voluto mettere l’accento sulla condizione del parco: «Le pinete di Follonica sono state al centro di un progetto mirato al controllo dell’arredo e a garantire la sicurezza. A detta della giunta il progetto avrebbe funzionato; ci chiediamo però cosa succederà nel resto dell’anno. Sono passate solo alcune settimane e i parchi sono di nuovo sporchi, i giochi sono rotti e i Comune è stato costretto a prevedere la presenza della polizia municipale per contrastare l’azione di spacciatori e malintenzionati».
Marrini in sede di consiglio ha poi ribadito la necessità di una recinzione per la pineta di Ponente: «è importante chiudere il parco almeno di notte» ha detto il capogruppo. La parte da recintare secondo Marrini sarebbe proprio quella relativa ai giochi, dal Sestante all’ingresso di via Matteotti, realizzabile, sempre secondo il capogruppo, grazie ai fondi arrivati dalla Tioxide per la cava di Montioni. «Non esistono progetti relativi alla recinzione della pineta – ha risposto il sindaco Andrea Benini in sede di consiglio – Pensiamo piuttosto che sia necessario integrare la popolazione. Riteniamo che il progetto “Da est a ovest” finalizzato a creare un presidio di sorveglianza attraverso attività ludiche sia stato positivo. Dal punto di vista del controllo è stato istituito un presidio giornaliero della polizia municipale ed abbiamo visto un miglioramento evidente della situazione. Per gli interventi di manutenzione dei giochi, invece, non è attivo un contratto: ogni anno è sufficiente l’intervento di due persone per un totale di dieci giornate lavorative» ha concluso il primo cittadino. (g.s.)
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