Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco difende i fondi investiti nel Teatro Off

Il sindaco difende i fondi investiti nel Teatro Off

I contributi vengono dati per garantire l’offerta culturale della città del golfo Cini (Potere al popolo): «Bisogna sostenere queste iniziative per crescere»

2 MINUTI DI LETTURA





Dal Teatro Off106 preferiscono non intervenire. Il gruppo che si occupa di teatro non vuole entrare nel merito della diatriba politica scaturita a seguito della domanda di attualità presentata dal Movimento 5 Stelle al sindaco Andrea Benini nel corso dell’ultimo consiglio comunale di lunedì pomeriggio, nella quale si chiedeva se la loro sede avesse tutte le autorizzazioni necessarie all’attività svolta al suo interno, e su quale presupposto il Comune ha concesso contributi alla compagnia. Ai soci interessa fare teatro, offrire alla città un calendario di eventi differente chiaramente da quello che è il cartellone teatrale della Fonderia Leopolda. Il sindaco, dal canto suo, ha risposto in consiglio ai pentastellati, spiegando che ci sono delle verifiche in corso, ma che il Comune per elargire contributi e dare il patrocinio ad un’associazione si basa sull’offerta culturale che la stessa rivolge alla città, sottolineando inoltre come Teatro Off106 sia di fatto una realtà che completa la proposta teatrale comunale, e che, in questi anni, ha svolto un ruolo importante nell’animazione cittadina. A sostegno della tesi del sindaco Benini arriva poi anche la nota del candidato alla Camera per il movimento “Potere al popolo”, il follonichese Massimo Cini. “Non posso trovarmi d'accordo con il Movimento 5 Stelle quando in consiglio comunale chiede se sia opportuno che un Comune che ha speso quattro milioni di euro per il teatro Fonderia Leopolda, sostenga anche altre attività culturali cittadine – spiega il candidato - Un'amministrazione comunale degna di questo nome deve sostenere, nei limiti della sue possibilità, ogni attività culturale e sociale del territorio. A Follonica esiste un ricco scenario fatto di associazioni, idee ed energie che tutte insieme, collegialmente, possono fare di questa città un'eccellenza in tema di conoscenza, cultura e aggregazione sociale. Il mio è un giudizio puramente politico. Conosco bene la posizione dei 5 Stelle che da anni portano avanti la tesi, a mio giudizio errata, che con la cultura non si mangia. Eppure di cultura c'è bisogno”. E così mentre la politica dibatte su autorizzazioni e opportunità il Teatro Off continua a pensare al teatro. Intanto gli uffici comunali stanno controllando la sede della compagnia in zona industriale, anche se trattandosi di uno spazio con meno di 100 posti a sedere serve un'autocertificazione e non altri passaggi burocratici, questo in base a un decreto del governo Monti che intendeva proprio snellire le pratiche per permettere a chi si occupa di cultura, intesa anche come spettacoli, per agevolarne l'attività.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web