Il Tirreno

Grosseto

I lupi di Francesco e Matteo sul National Geographic

di Gabriele Baldanzi
I lupi di Francesco e Matteo sul National Geographic

Un fotografo e una guida raccontano la difficile convivenza con i pastori Tanti i dati raccolti dai due giovani che raccontano una specie in estinzione 

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GROSSETO . Vedersi pubblicare un servizio dalla rivista National Geographic è il sogno di ogni reporter. Per due grossetani – il fotografo professionista Francesco Rossi e la guida e fotografo Matteo Franchi – questo sogno si è realizzato nel numero di febbraio dell’edizione italiana di Natonal Geographic.

E l’argomento che hanno approfondito è addirittura parte della storia di copertina. Si parlava di lupi. Di lupi e pastori e della difficile convivenza che si registra in Maremma. «Sì, lo ammettiamo – commenta Francesco, in questi giorni lontano da Grosseto per lavoro – siamo abbastanza felici. Anzi, per la precisione siamo felici due volte. La prima, e più ovvia, ragione sta nel fatto che vendere un lavoro al National è il coronamento del sogno di ogni bambino fotografo. La seconda è che usciamo su quella rivista con una storia maremmana, che ci ha preso un anno di lavoro e ci ha portato a conoscere una realtà fatta di persone appassionate, alle prese con un problema molto difficile da gestire e troppo spesso strumentalizzato ed ipersemplificato».

Francesco e Matteo (che lavora per la cooperativa Silva) sono stati a stretto contatto con tutte le parti in causa: chi dai lupi subisce danni, chi vuole difenderli a ogni costo e chi cerca una mediazione tra le due istanze. «Abbiamo mangiato con loro – prosegue Francesco Rossi – abbiamo visto le loro case, abbiamo ascoltato le loro storie, li abbiamo visti lavorare e abbiamo provato a raccontare, con testi e foto, le ragioni di entrambe le parti, cercando di tracciare un ritratto equilibrato della situazione, per far capire che uomo e natura sono due parti complementari dello stesso sistema».

Dopo averlo fatto attraverso i social, approfittano del taccuino del Tirreno – Francesco e Matteo – per ringraziare tutti quelli hanno dato un aiuto, che si sono fidati, permettendo loro di raccontare le storie contenute nel servizio. «Stando agli ultimi dati pubblicati – prosegue Matteo Franchi, citando uno studio di Mattioli, Forconi, Berzi e Perco – sul territorio italiano si stima una popolazione complessiva che oscilla tra i 1.600 ed i 1.900 esemplari. Le stime in possesso della Regione Toscana parlano invece di 1.300-1.800 animali, di cui circa 500 censiti solo in Toscana. Non tutte le regioni, però, hanno attivato programmi di monitoraggio analoghi a quelli toscani, perciò è probabile che la popolazione nazionale sia ampiamente sottostimata». I dati riportati da Matteo e Francesco sono interessanti, eloquenti. Dall’ottobre 2014 ad oggi – in poco più di tre anni – si sono verificati in provincia di Grosseto 1.238 episodi di predazione ai danni di allevamenti locali. Praticamente uno al giorno. Attacchi che hanno causato la perdita di 3. 687 capi. Si tratta di numeri ricavati dal “Registro degli eventi predatori” dell’Asl Toscana Sud Est” che raccoglie dati da Ottobre 2014 ad Ottobre 2017). Non solo. Secondo i dati forniti dai carabinieri Forestali, in Toscana, dal 2014 al 2017, sono state rinvenute 22 carcasse di lupi, le cui cause di morte si distribuiscono in modo diversificato: 10 decessi per arma da fuoco, 3 per avvelenamento, 3 per causa incerta e 6 per investimento. I dati suggeriscono che la causa principale di morte sia da imputare al bracconaggio (13 casi sui 22 totali accertati nel triennio). Il dato Toscano si differenzia da quanto avviene a livello nazionale, dove la causa principale risulta essere l’impatto con automezzi.

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