Il dolore
Video hot nel pc del carabiniere
Accusato di abusi su una bambina, il giudice nega la scarcerazione: pronto l’appello
GROSSETO. Dal giorno del suo arresto, alla fine del settembre scorso, il carabiniere cinquantunenne accusato di aver abusato della figlia della sua compagna, è in carcere. E lì resterà un altro po’ perché il giudice ha rigettato l’istanza di scarcerazione presentata dall’avvocato dell’uomo, Roberto Cerboni. Secondo il giudice, il carabiniere potrebbe reiterare il reato.
Le indagini sulla vicenda denunziata la scorsa estate dalla nonna della bambina di sette anni sono state spostate a Firenze e sono ora coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, competente in materia di reati legati alla pedopornografia. Sono stati infatti gli uomini della Dda a effettuare la perizia sul pc dell’appuntato dei carabinieri: da quel computer i video che lo ritraevano in atteggiamenti intimi con la piccola, che all’epoca dei fatti aveva appena sette anni, erano stati cancellati ma gli uomini della distrettuale hanno comunque trovato tracce di quell’orrore.
L’indagine, che era cominciata in una città dell’Adriatico dove la piccola era in vacanza e dove aveva raccontato alla nonna paterna quello che succedeva nella casa che la bambina con sua madre divideva qualche volta con il carabiniere, fu poi spostata a Grosseto. Furono gli stessi colleghi dell’uomo ad andare ad arrestarlo. Nei suoi confronti, un’accusa terribile, quella di aver abusato della bambina.
Dopo l’arresto dell’uomo, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Grosseto emise anche un decreto di non avvicinamento nei confronti di un’amica dell’uomo, che aveva tentato di parlare con la piccola forse allo scopo di non farle raccontare l’orrore che aveva dovuto subire.
Il cinquantunenne è ancora rinchiuso nel carcere di Prato dove è stato portato subito dopo l’arresto avvenuto in provincia. L’accusa formulata dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro, nei confronti del militare è quella di violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia della sua compagna. La bambina aveva raccontato quei giochi particolari fatti con l’uomo alla nonna, durante le vacanze estive: la donna si era rivolta a un avvocato che l’aveva spinta a rivolgersi alla task force che in Romagna si occupa di violenza sulle donne e sui minori. Da qui l’indagine e il successivo arresto dell’uomo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
