Il Tirreno

Grosseto

Una terra di caverne ed elefanti

Una terra di caverne ed elefanti

Tantissimi anfratti in provincia di Grosseto che fanno la gioia degli speleologi

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GROSSETO. Altro che terra di butteri. La Maremma può ben dirsi terra di rinoceronti, elefanti e leoni. Preistorici, ovviamente. Il territorio della provincia di Grosseto è una miniera di siti preistorici che fanno la gioia di studiosi e di appassionati speleologi, puntellato com’è da grotte piccole, adatte a far da riparo agli uomini primitivi.

E proprio alla Società naturalistica speleologica maremmana, un’istituzione del territorio – fondata nel 1960 dal professor Giuseppe Guerrini, padre del Museo di Storia Naturale della Maremma, e ora presieduta da Carlo Cavanna – si devono moltissime scoperte, spesso preambolo di approfondimenti scientifici. Ma dove sono questi tesori? Tra le scoperte più recenti c’è la grotta Cala dei Santi all’Argentario (articolo a destra).

Tra quelli scoperti per primi, la grotta La Fabbrica, nel Parco della Maremma. «Lo scavo fu iniziato dal professor Carlo Tozzi dell’università di Pisa negli anni Settanta – spiega Cavanna –. Vi sono stati trovati resti di leoni e altra fauna. Da cinque anni gli scavi sono ripartiti, vista l’importanza di questo sito che attesta il passaggio dall’uomo di Neanderthal al Sapiens, il cosiddetto uomo Uluzziano».

Un altro scavo ancora in corso è quello nell’Aia del Castellare sotto Montorsaio, «uno scavo esclusivo della Società speleologica – dice Cavanna – che risale a circa 175mila anni, simile a Poggetti Vecchi. Vi abbiamo trovato un rinoceronte, un elefante e altri animali estinti. La caratteristica è la presenza di bifacciali, strumenti in pietra, diaspro e cristallo di rocca».

C’è poi l’industria litica della zona della Val di Farma, in località La Pietra, una cava di diaspro, pietra molto utilizzata nella preistoria.

Più recente è la datazione della grotta dello Scoglietto nel Parco della Maremma, risalente all’età del bronzo. «La curiosità – spiega Cavanna – è che con buona probabilità era un ospedale della preistoria perché vi sono stati trovati numerosi crani trapanati con strumenti in pietra. Lo studio della cicatrizzazione ha permesso di scoprire che gli uomini erano sopravvissuti fino a 6 mesi, un anno. Per questo si ipotizza fosse un ospedale». (f.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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