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Sicurezza, l’opposizione chiede interventi

Sicurezza, l’opposizione chiede interventi

Benini critica il modello dei Cas per i migranti: «Sono parcheggi, bisogna cambiare sistema di accoglienza»

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FOLLONICA. Furti, spaccio e sicurezza cittadina: questi i temi al centro della domanda di attualità presentata dai consiglieri Filippo Asta, Agostino Ottaviani e Daniele Pizzichi al consiglio comunale che si è tenuto ieri pomeriggio a Follonica.

«Da mesi la città è assediata da atti delinquenziali che passano impuniti, furti nelle case e nei negozi ma anche spaccio di droga con scuole e Comuni presi d’assalto – scrivono i tre consiglieri di opposizione – Da mesi ormai girano migranti ed extracomunitari alloggiati in strutture in provincia di Livorno. Persone che causano problemi alla viabilità e alla sicurezza delle strade. È necessario agire tutti insieme per rendere la città vivibile».

Per questo motivo Pizzichi, Asta e Ottaviani hanno chiesto di conoscere le possibili soluzioni ai problemi sollevati. Il sindaco Andrea Benini, nella sua risposta, ha voluto scindere l’argomento in questione: da un lato l’emergenza sicurezza che non sarebbe da definirsi tale in quanto i furti messi a segno negli ultimi tempi sarebbero da ascrivere a sole tre persone già individuate dalle forze dell’ordine; dall’altro il tema, attualissimo, dei centri di accoglienza.

Su quest’ultimo argomento Benini ha colto l’occasione per fare un puntuale excursus sulla natura dei centri di accoglienza.

Tema che tocca moltissimi Comuni italiani. «Il modello attuale di accoglienza è fallimentare, i Centri di accoglienza straordinaria, i cosiddetti Cas, sono parcheggi esistenziali» ha detto il primo cittadino.

I richiedenti asilo che arrivano a Follonica alloggiano alle Caravelle, nel comune di Piombino, all’interno di centri Cas: «centri concepiti perché le persone abbiano un tetto e del cibo ma che servono da parcheggio – ha continuato Benini – Quel modello è fallimentare sotto tutti i punti di vista e per questo è necessario scommettere su diversi modelli di accoglienza come lo Sprar, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati in cui è il Comune a gestire l’accoglienza e non dei privati. Questo è un fenomeno della nostra epoca e non possiamo chiudere gli occhi sulla realtà». Il sistema di seconda accoglienza prevederebbe un percorso di alfabetizzazione e professionalizzazione che solo in minima parte i richiedenti asilo potrebbero trovare in un Cas.

Per quanto riguarda i tanti furti messi a segno nell’ultimo periodo Benini ha poi voluto specificare che «non si può parlare di emergenza sicurezza perché questa sequenza paradossale dipende da tre soggetti già individuati, due dei quali sono agli arresti».

Giulia Sili

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