Gioco
La grande lezione di Riccardo pronto a gareggiare a Tokyo
Ha 19 anni e la sindrome di down: il suo idolo è Yuri Chechi e coltiva un sogno
MANCIANO. Riccardo Maino è un ragazzo di 19 anni che coltiva il sogno di partecipare alle prossime olimpiadi di Tokyo 2020 nella ginnastica artistica, la disciplina sportiva che pratica e dove è diventato campione mondiale alle parallele. Il suo idolo è Yuri Chechi, è volontario della Croce Rossa e come tutti i ragazzi della sua età ha tanti altri sogni e desideri nel cassetto.
Sabato scorso al palazzetto dello sport di Manciano ha dato dimostrazione di quante barriere si possano abbattere attraverso lo sport in quanto Riccardo è un ragazzo davvero speciale: ha la sindrome di down.
Di fronte a una tribuna completamente gremita non ha soltanto dato dimostrazione delle sue qualità atletiche di grande valore ma ha spiegato con grande semplicità ed enorme efficacia come sia il suo modo di essere “diversamente normale”: «I cromosomi non avranno l’ultima parola, i miei genitori mi hanno insegnato a credere e osare e queste parole sono diventate molto importanti per me. Ho creduto nelle mie capacità e ho provato a fare tutto, fino ad ora ci sono riuscito».
Inutile dire che gli applausi sono stati scroscianti, sono state piuttosto le lacrime trattenute a stento a fare capolino tra molti dei presenti in tribuna. In un pomeriggio Riccardo ha conquistato tutti con il suo stile, la sua capacità e il suo approccio alla vita. L’esibizione di Riccardo Maino ha avuto un contorno straordinario con la partecipazione della Happy Time, la Ginnastica Mancianese e la Fit’n Dance, le tre associazioni di Manciano che hanno voluto essere presenti con immenso entusiasmo.
È stata davvero una splendida iniziativa promossa dalla consulta per il sociale e per i giovani e un plauso va alle rispettive presidenti Cinzia Tomassoli e Beatrice Lombardi che hanno avuto l’intuizione di come potesse essere forte e coinvolgente il messaggio lanciato da Riccardo Maino. Parole di stima e condivisione a questi valori sono state espresse dagli assessori del Comune di Manciano Valeria Bruni e Roberto Bulgarini.
Il titolo della manifestazione era esplicito: “Atleti non si nasce ma si diventa, è l’abilità che vince”. Anche il momento del congedo è stato particolarmente significativo con tutti gli atleti delle tre società di Manciano sul parquet a stringersi in un simbolico abbraccio a Riccardo Maino che ha voluto salutare il pubblico di Manciano con un numero alle parallele accompagnato dalle note della famosa canzone dei Queen “We are the champions” perché essere campioni nello sport è bello e difficile ma ciò che rende un uomo davvero speciale è quello di essere campione nella vita. E Riccardo è proprio un grandissimo campione.
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