Gioco
Incognita Ue sui balneari Le ricette dei candidati
Nella sede della Cna primo confronto tra i politici in corsa al voto di marzo Gli operatori del mare chiedono garanzie sulla gara per le concessioni demaniali
GROSSETO . Il primo confronto tra i candidati, a meno di un mese dal voto, si è svolto ieri mattina nella sala conferenze della Cna. Si è parlato della Bolkenstein e di come risolvere la questione balneare. I rappresentanti della categoria – cioè di Cna balneatori – hanno incontrato alcuni candidati al Parlamento presentando le proprie istanze e ascoltando le risposte della politica. Cna chiede un impegno per mandare a gara solo le nuove concessioni demaniali e confermare quelle esistenti, secondo il legittimo affidamento e tenuto conto degli investimenti effettuati. Ed è proprio questo, in estrema sintesi, che hanno rappresentato i vertici nazionali, regionali e provinciali – rispettivamente Cristiano Tomei, Lorenzo Marchetti e Adalberto Sabbatini – dei balneatori di Cna. All’incontro hanno partecipato Mario Lolini, per la coalizione di centrodestra, Leonardo Marras e Silvia Velo per il centrosinistra, Donella Bonciani, Gregorio De Falco e Francesco Berti del Movimento 5 Stelle, Gino Tornusciolo e Gian Piero Joime per Casapound e Catia Sonetti di Liberi e Uguali. E ancora, per i partiti a sostegno, Elisabetta Ripani (Forza Italia), Olga Ciaramella (Noi con l’Italia), Francesco Giorgi e Graziano Cipriani (Lista Insieme).
«Le richieste di Cna possono essere legittimamente sostenute – ha detto Anna Rita Bramerini, direttore di Cna Grosseto – come dimostra uno studio presentato di recente all’Europarlamento. Con l’incontro di oggi abbiamo voluto sollevare una questione importante per l’economia del territorio e chiedere ai candidati al Parlamento di farsene carico».
Il legittimo affidamento, infatti, è richiamato anche dall’articolo 17 della Carta di Nizza ed è lo strumento che l’associazione intende far valere per tutelare il lavoro di migliaia di imprese balneari che hanno investito sui loro stabilimenti, certi del rinnovo automatico della concessione. «Vogliamo che il prossimo Governo garantisca la continuità aziendale, secondo il principio del legittimo affidamento – ha spiegato Cristiano Tomei, portavoce nazionale di Cna Balneatori – e si muova su una sorta di doppio binario, lavorando cioè sulle modalità di concessione degli arenili liberi e, al contempo, tutelando il lavoro di quanti da anni operano nel settore e hanno investito confidando nella riconferma della concessione».
Più o meno le stesse parole le hanno usate Lorenzo Marchetti, leader di CnaToscana e il portavoce locale Adalberto Sabbatini. «Ci devono mettere in condizione di lavorare bene. Noi imprenditori balneari contribuiamo in maniera importante al prodotto interno lordo del Paese e meritiamo, quindi, di essere ascoltati». Cna Balneatori è stata costituita ad agosto 2017 e ha venti imprese associate in provincia di Grosseto.
Ecco il contributo dei candidati. «C’è bisogno di una nuova legge demaniale che tenga conto della realtà esistente – ha detto Leonardo Marras – una legge dello Stato che sia in grado di differenziare anche tra regione e regione, perché la situazione della Toscana è molto diversa rispetto a quella di altre zone d’Italia».
Parole simili a quelle di Mario Lolini, che ha presentato ad Anna Rita Bramerini un’articolata proposta scritta: «Il nuovo Governo dovrà trovare una soluzione confacente alle esigenze del settore, per proteggerlo, darle fiato, come è già accaduto in Spagna e Portogallo. Le proroghe non servono. Serve invece una soluzione definitiva. Poi, in questo quadro, operino le regioni».
Gregorio De Falco (M5s) ha parlato davanti ai microfoni di Tv9, lasciando poi che la proposta del Movimento fosse declinata dalla candidata Donella Bonciani, avvocatessa. «Se andiamo al Governo faremo una nuova legge demaniale da portare in Europa per far valere le ragioni dell’Italia. Gli imprenditori presenteranno proposte e li ascolteremo». Bonciani ha tracciato il quadro normativo e ha parlato «di un sistema di evidenza pubblica per l’assegnazione delle concessioni demaniali a fini turistico-ricreativi». «La direttiva Bolkestein deve essere rispettata – ha detto Catia Sonetti (LeU) – e potrà essere aggiustata per trovare la sintesi migliore”. «Noi siamo per l’uscita dall’Unione Europea – ha concluso Gino Tornusciolo (Casa Pound) e quindi siamo per non rispettare alcuna direttiva. Vorremmo delle concessioni trentennali come accade in Spagna e il cosiddetto doppio binario».
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