Sicurezza
Galeotti, nuovo guaio giudiziario
Imputato di diffamazione per due articoli sul web contro un collega
GROSSETO. Nuovo procedimento penale per diffamazione a carico dell’architetto massetano Gabriele Galeotti. Ieri mattina il giudice Gian Marco De Vincenzi ha trattato (e rinviato per quella che di fatto sarà l’unica udienza, già messa in calendario) il processo per fatti risalenti al novembre 2016, dopo la querela presentata dall’architetto Andrea Pistolesi.
Anche in questo caso, come in altri transitati nelle aule del Tribunale, con alterne vicende, si discute se Galeotti sia colpevole di aver offeso la reputazione del collega mediante articoli pubblicati sul sito www.massacomune.it e quindi diffusi sulla rete internet (diffamazione aggravata). E se comunque sia responsabile della pubblicazione. Al centro dell’accusa l’allusione a presunte condotte messe in atto da Pistolesi, tali da consentirgli di assicurarsi incarichi dalle amministrazioni comunali. In particolare, un articolo dell’11 novembre e uno del 17 novembre. In quelle righe era stato stabilito un parallelo tra le vicende giudiziarie dell’Ato Toscana Sud e quelle che vedevano coinvolto Pistolesi per gli incarichi a Sorano (regolamento urbanistico). Il professionista era stato messo effettivamente agli arresti domiciliari (nel 2013), come scritto nell’articolo, ma quella affermazione era inserita in un contesto ritenuto diffamatorio da Pistolesi, che si è costituito parte civile con l’avvocato Roberto Santi Laurini. L’architetto veniva indicato tra l’altro come «architetto di partito» e l’articolo sottolineava le «inquietanti analogie con quella capitata proprio a casa nostra» e cioè a Massa Marittima. «Il Comune avrebbe dovuto l’obbligo morale di non affidare più alcun incarico professionale pubblico a Pistolesi», si legge ancora. Temi non dissimili nell’altro articolo, sempre pubblicato su www.massacomune.it. Delle indagini si era occupata la polizia postale.
Galeotti, assistito dall’avvocato Federica Occhioni, ha chiesto di essere ammesso al rito abbreviato, cioè si deciderà allo stato degli atti, senza testimonianze. Il giudice ha accolto la richiesta e ha fissato per ottobre. (p.s.)
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