Sicurezza
Ex terme, è iniziata la demolizione
Roselle, le benne e i camion sono entrati in azione. L’operazione costerà 770mila euro nell’ambito del bando periferie
GROSSETO. Elmetto di protezione in testa, galosce ai piedi per il fango: Grosseto ha il suo “sindaco-operaio”. In perfetto stile “Vivarelli Colonna” il sindaco di Grosseto, ieri mattina, a Roselle, è salito personalmente nell’abitacolo dell’escavatore e ha dato i primi colpi di benna a uno dei due edifici di cui è composto il complesso che sarebbe dovuto diventare uno stabilimento termale, ma che, invece, non è mai stato terminato e campeggia da circa quaranta anni nella campagna rosellana, un monumento all’incompiuto alle porte del capoluogo.
L’abbattimento è iniziato, in un clima di festa, anche se c’è ben poco da festeggiare. La giunta riunita al gran completo, dirigenti e funzionari, il presidente del consiglio comunale Claudio Pacella, e candidati del centrodestra e della destra – Elisabetta Ripani, Fabrizio Rossi e Gino Tornusciolo sono lì in prima fila, più tardi arriva anche Mario Lolini – tutti a farsi immortalare davanti allo “scheletro”, con il sindaco pronto a buttarlo giù. Nessun esponente dell’opposizione, nemmeno del gruppo del Movimento 5 Stelle che, pure, aveva mosso più di qualche critica, mettendo in pista anche uno dei progettisti originari, l’ingegnere Alfredo Velasco, per contestare la scelta di demolire il manufatto e chiedere studi più approfonditi sulla possibilità di recuperarlo e convertirlo ad altri scopi.
Non nasconde, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, il suo entusiasmo: è divertito e, glielo avessero lasciato fare, avrebbe anche continuato, e con una certa abilità, orgoglioso di aver portato avanti questo progetto. Parla di «giornata storica» il sindaco, quando spiega che «dopo decenni lo scheletro delle ex terme di Roselle sarà finalmente abbattuto». Entro i prossimi 4 mesi la demolizione sarà completata e poi l’intera area sarà bonificata. Vivarelli Colonna ribadisce che non si sarebbe potuto fare altro, ci sono le perizie a confortare la scelta di spendere 770mila euro di denaro pubblico per demolire una struttura realizzata decenni fa e ormai abbandonata. Il sindaco spiega che erano state valutate anche delle ipotesi di riqualificazione, ma i costi sarebbero stati elevati, e poi anche lo stesso stato «ammalorato» della struttura in cemento armato non avrebbe reso possibile una riqualificazione. La demolizione fa parte del piano più vasto di riqualificazione e rigenerazione urbana della frazione di Roselle con cui il Comune di Grosseto ha vinto il cosiddetto bando periferie indetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per un impegno di spesa complessivo di 15 milioni di euro, di cui quasi 10 finanziati dal governo centrale, il piano prevede una serie di interventi sulla frazione: tra gli altri, la ristrutturazione del Poggio, la costruzione di piste ciclabili tra il capoluogo e l’area archeologica, la realizzazione del centro sportivo (tutto a carico della famiglia Ceri) e, per l’appunto, la riqualificazione dell’area delle ex terme.
L’area, una volta libera dallo “scheletro” e bonificata, potrebbe tornare appetibile per eventuali investitori che non avranno più da spendere per la demolizione e la bonifica. Il Comune la metterà a disposizione e, tra le idee, il sindaco rispolvera quella già lanciata dal suo predecessore, Emilio Bonifazi, che, una volta tramontato il progetto del Centro di documentazione sulla civiltà etrusca, aveva parlato dell’ipotesi di realizzarvi un piccolo stabilimento termale. Intanto, delle terme resterà solo la bugia, il cartello indicatore sulla Grosseto-Siena, in prossimità dell’uscita per Roselle.
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