Il Tirreno

Grosseto

«Le piccole botteghe salvano le comunità»

di Giulia Sili
«Le piccole botteghe salvano le comunità»

Patrizia Capon chiude la sua attività copo 14 anni e lancia un appello agli amministratori

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MASSA MARITTIMA. Patrizia Capon da 14 anni è la proprietaria del piccolo negozio di alimentari di viale Risorgimento, un’attività che porta avanti da quando ha lasciato la sua Torino per seguire il figlio a Massa Marittima.

Anni passati dietro al bancone della sua bottega imparando a conoscere una realtà nuova e a farla sua. E oggi, con il raggiungimento dei requisiti per la pensione, Patrizia ha voluto tirare le somme dei tanti anni passati in Maremma. Ma la commerciante dipinge un quadro che può essere sovrapposto alla realtà di gran parte del territorio: «I piccoli negozi, le botteghe, operano e vivono all’interno di una comunità, offrendo servizi qualità cortesia, sono quei luoghi dove tra un acquisto e l’altro ci si ferma a fare due chiacchiere, condividere il proprio pensiero, ridere scherzare, a volte anche piangere ed emozionarsi. Ma se la comunità non coltiva queste piccole attività di commercio la realtà di un prossimo e vicinissimo futuro saranno tante saracinesche abbassate – dice – la morte del territorio è l’abbandono; non si può pensare di non innaffiare il proprio orto e poi raccoglierne i frutti. Io da parte mia ho deciso di vendere la mia attività perché fortunatamente ho raggiunto i requisiti per la pensione, ma se così non fosse; tempo sei mesi al massimo un anno con grande rammarico e delusione, tirerò giù la saracinesca, mi spiace per i clienti (tanti ormai anziani) che purtroppo si troveranno in difficoltà, senza un servizio utile se non necessario, a doversi spostare per chilometri per la spesa quotidiana. È un vero peccato vedere un paese così bello e ricco di storia arte e cultura impoverirsi non solo nel territorio ma anche nei valori e umanità. Questo non è uno sfogo, ma il mio pensiero sulla situazione attuale, soprattutto delle Monacelle».

Patrizia ha lavorato per molti anni a Torino al Mirafiori e dopo la lunga parentesi massetana per lei è arrivato il momento di dedicare del tempo ai suoi sei figli. Ma la commerciante continua a difendere le piccole botteghe indipendenti: «Le tasse sono alte, lo stato ha le sue responsabilità come anche le banche – dice – nonostante questo sono riuscita a mandare avanti un’attività con la quale ho vissuto senza debiti. Ho sempre avuto la mia clientela anche se ovviamente nel tempo la crisi si è fatta sentire; con la chiusura della Lucchini tutto l’indotto ne ha risentito, è successo a Torino, figuriamoci in un territorio più piccolo».

Patrizia quando è arrivata a Massa Marittima ha preso un negozio aperto dal 1956: «ho preso un’attività in decadenza e l’ho fatta tornare attiva – dice – e in questi 14 anni che sono qui ho imparato che i pregiudizi, i pettegolezzi e le gelosie sono più micidiali della tassa dell’immondizia o della tassa del suolo pubblico. Se questo mestiere si fa con passione e competenza si riesce a vivere tranquillamente, ma è necessario impegnarsi. È importante conoscere i clienti ed accontentarli in tutte le esigenze».

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