Italia
Consiglio interrotto: protesta l’opposizione
Grosseto, discussa solo la metà dei punti, alcuni in attesa da mesi. Il presidente: «Lo rifaremo nei prossimi dieci giorni»
GROSSETO. È iniziato alle 14.30 con la sottolineatura del presidente Cosimo Pacella di averlo voluto dedicare in modo specifico a mozioni, interrogazioni e ordini del giorno per smaltirne il gran numero, e con l’invito, visto il clima politico preelettorale, a mantenere la calma. È finito quattro ore dopo con appena la metà dei punti trattati e tra le polemiche.
Il consiglio comunale di Grosseto lascia strascichi, con una furibonda Catuscia Scoccati (Pd), che ha interrogazioni in sospeso anche da quattro mesi, quando l’amministrazione deve rispondere in 30 giorni. «Ovvio – sbotta su Facebook – otto dei restanti nove (punti all’ordine del giorno) riguardano la minoranza».
In apertura di consiglio anche il capogruppo Pd Lorenzo Mascagni aveva segnalato che, a una passata interrogazione sui pozzi irrigui formulata in quattro quesiti, l’amministrazione comunale ha risposto solo a due punti. «Non voglio far polemica – ha detto Mascagni – ma lo segnalo al presidente del consiglio comunale che ha sempre rispettato le prerogative dei consiglieri e spero che in futuro faccia sì che ai consiglieri venga data una risposta». Pacella ha invitato assessori e sindaco a rispettare i termini di legge e «a essere precisi» perché «questo non accada».
E sì che, per l’opposizione, la seduta si era aperta con l’approvazione all’unanimità di una mozione di Pd, Lista Mascagni e Passione per Grosseto, presentata dal capogruppo di quest’ultima, Rinaldo Carlicchi, sulle attrezzature sportive per persone disabili acquistate nel 2015 dalla precedente amministrazione per 25mila euro dalla ditta Impur srl e tuttora inutilizzate. Sia Carlicchi che il collega di scranni Carlo De Martis (Lista Mascagni) hanno anche chiesto se ci fossero i profili di un’astensione obbligatoria per il consigliere Pasquale Virciglio (gruppo misto) – che nel frattempo aveva lasciato l’aula – «visto che è il presidente del Cda della Impur come risulta da visura camerale», ha fatto notare De Martis. Il regolamento prevede che in questi casi il segretario generale ne dia atto a verbale, cioè pubblicamente, cosa che non è avvenuta. Alla mozione, l’amministrazione ha risposto con una lettera degli uffici: le attrezzature le dovevano usare l’associazione Skeep, ma la convenzione è scaduta; il Comune sta cercando di fare un’altra convenzione.
Bocciate anche le altre due mozioni presentate dal centrosinistra. Solo 11 favorevoli e 17 contrari alla mozione green di Marco Di Giacopo (Pd) per sperimentare un sistema di restituzione degli imballaggi (vuoto a rendere). Non migliore fortuna hanno avuto la mozione di Carlicchi sulla gestione degli appalti, e quella di Pd e Lista Mascagni a favore dello Sprar. È passata invece la mozione opposta, del consigliere di maggioranza Gino Tornusciolo (gruppo misto).
Il M5s ha visto approvare la sua mozione sul Fiscal compact, esposta da Gianluigi Perruzza, e bocciare quella – a firma di Daniela Lembo e Antonella Pisani – che chiedeva a sindaco e giunta di fare pressing sulla Regione perché esenti dal ticket le persone con mutazioni di geni che le predispongono al cancro.
A metà lavori la maggioranza ha votato per terminare la seduta. Pacella ha assicurato che il prossimo consiglio si terrà nel giro di dieci giorni, ma la minoranza ha protestato con un’ironica foto di gruppo, poi postata su Facebook: «Sindaco e maggioranza avevano di meglio da fare... Ma tanto la città può attendere».
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