Trasporti
«Cagnetta sbranata da predatore»
Saturnia, Lupetta aveva 7 anni ed è stata trovata a pochi metri dal fienile
SATURNIA. Un predatore, presumibilmente quello che in tanti hanno visto di giorno e di notte aggirarsi per le campagne di Saturnia (Manciano), ha ucciso Lupetta, il cane “toccatore” dell’azienda Lasconi di Virgilio Manini. La cagnetta aveva sette otto anni e aiutava il pastore in molte attività attinenti al lavoro quotidiano per guidare le pecore alla mungitura, ad esempio.
Una cagna «di azienda e di famiglia», morta sbranata da un predatore domenica scorsa. Il suo padrone l’ha trovata a dieci metri dall’ingresso del fienile, mentre si accorgeva che mancavano all’appello anche un agnellino e una pecora che non ha più trovato.
Lupetta non era un cane da guardianìa, ma c’era prima che arrivassero i maremmani cuccioli col compito di proteggere il gregge. Lei li aveva allevati e loro la consideravano una mamma adottiva. E forse hanno anche cercato di difenderla dall’attacco, ma non ce l’hanno fatta.
Il nemico da battere è troppo grande e vorace. Per lo meno così dicono tutti gli allevatori che abitano in zona che lo hanno più volte veduto mentre si avvicina ai capannoni senza aver più paura di niente.
Martedì mattina lo ha intercettato anche Paolo Bianchi che abita lì vicino a Lasconi e che con la moglie stava percorrendo in auto verso le 7 vicino allo scivolo del Fiascone, la strada dal podere Lasconi a Pomonte, prima del ponte dell’Albegna.
«È un animale grigio – dice – grosso, col muso chiaro. Ho suonato il clacson, quello si è fermato, ci ha guardato e poi è sparito nei campi. Secondo me era un lupo o gli assomigliava molto, sebbene fosse più grande di un lupo appenninico». E potrebbe davvero essere lui il responsabile dell’uccisione di Lupetta secondo i risultati dell’autopsia. Infatti Virgilio Manini ha voluto l’esame autoptico per la sua cagnetta, sostenendone personalmente le spese, dall’Istituto zooprofilattico di Grosseto.
«L’esame dice che Lupetta è morta per trauma da morsi – spiega –. Il morso di chi l’ha uccisa era un po’ più grande di quello di un lupo appenninico, secondo i risultati. Il morso potrebbe essere dunque congruente con quello dell’animale che si aggira qui attorno e che fa sparire continuamente agnelli e pecore. Nemmeno i maremmani ce la fanno a tenerlo a bada».
Manini è comunque molto addolorato della perdita e se la prende con chi va dichiarando che reti e cani hanno risolto il problema predazioni: «Qui i predatori arrivano vicino alle stalle nonostante i cani. Le predazioni non si limitano alle pecore, ma adesso si uccidono anche gli animali da compagnia. Spero che qualcuno non venga a dire che sono le solite lamentele. I cani da guardianìa mitigano il numero delle predazioni, ma il problema non è risolto. E chi va lanciando messaggi contrari anche attraverso i media provoca conseguenze gravissime a tutto il settore. Non siamo visionari. I fatti sono frequenti, il predatore, di grossa taglia, si aggira indisturbato e attacca anche i cani, adesso. Speriamo che non decida di attaccare anche noi. E che nemmeno si dica che Lupetta è stata uccisa dei maremmani, che invece l’hanno difesa, ne sono certo, visto il loro rapporto viscerale».
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