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Alessandra, il talento toscano che fa danzare Jovanotti
La 29enne grossetana firma la coreografia de “Le canzoni” nuovo singolo di Lorenzo Cherubini che spopola in classifica
GROSSETO. In un’alchimia surreale fatta di lustrini e paillettes, 30 ballerini danzano scatenati interpretando la metafora della vita, sospesa tra sogno e realtà. Il nuovo singolo di Jovanotti s’intitola “Le canzoni” e, lanciato solo pochi giorni fa, già spopola in tutt’Italia. Nel video il balletto è opera della giovane e bellissima Alessandra Valenti, 29enne grossetana che ha pensato, immaginato e diretto le danze catturando proprio quel che Jovanotti voleva rappresentare, senza che lui gliel’avesse detto. Jovanotti le ha dato carta bianca e lei ha dato forma a un pensiero, raccogliendo spontaneamente l’anima della canzone. Poesia e visioni oniriche.
«Non lo so in quale modo ci sia finita dentro la scritta Fantastico 2018 – ha detto Jovanotti in queste ore – i costumi del grande Sabatelli delle trasmissioni storiche, l’atmosfera da cinema indipendente, la coreografia di Alessandra Valenti che ha fuso il balletto televisivo anni ’90 con le danze Maori e Bollywood, la cravatta da venditore di auto texano…. Non lo so spiegare, ma tutto questo mi appartiene e sta dentro la canzone, questo lo so per certo».
Alessandra abita e lavora tra Milano e Roma ma a Grosseto vivono sua mamma (direttrice dell’Inps a Orbetello) e suo babbo (medico legale), mentre fratello e sorella lavorano a Milano. Di sé ha sempre detto che non sopporta l’ipocrisia e la noia, le persone superficiali e finte. Lunga e durissima la gavetta. A 6 anni Alessandra ha cominciato con la danza classica per poi dedicarsi a danza moderna e hip hop. A 18 anni se n’è andata da Grosseto, e a Firenze ha frequentato l’accademia dell’Opus ballet. Poi è arrivato “Amici” nel 2007-2008. Tante le esperienze importanti per fiction e programmi televisivi alla Rai e su Sky, poi il tour di Laura Pausini nel 2016. Alessandra ha lavorato con Paolo Sorrentino e Luca Tommassini: con quest’ultimo ha lavorato per la prima volta. Aveva 19 anni.
E ora ha incontrato Jovanotti: com’è andata?
«È stato tramite i due registi del video: all’inizio ho mandato le mie cose a loro da girare a lui, il quale mi ha risposto a stretto giro e direttamente per mail».
Cosa le ha detto?
«Mi ha fatto sapere ciò che indicativamente voleva per questo video e detto: “Hai carta bianca”. Dallo stile alla scelta dei ballerini, ho avuto libertà assoluta e anche per questo è stata un’esperienza bellissima. Altre persone erano state contattate e avevano più esperienza di me come coreografi: per me è stata una sorpresa».
Com’è nato il video?
«Sentendo il brano ho pensato subito a quel che mi è venuto in mente d’istinto: ballerini in scena per tutti e 4 i minuti del video per un video completamente ballato e corrispondente in toto alla coreografia. Lui stesso, Jovanotti, è in scena. Mi ha detto di sì e mi sono messa al lavoro: ci tenevamo continuamente aggiornati. È successo così in fretta, era il 6 gennaio. Per me è stata la calza della Befana più bella del mondo! Ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d’onda. Lui è un artista con la A maiuscola ma molto umile, e forse la sua grandezza sta anche qui».
Lei che è ballerina, in questo video non apparee ma firma “solo” le coreografie, vero?
«Sì, nel video ho voluto mantenere l’occhio esterno: non appaio e non ballo, ma chiunque ha visto il video e mi conosce mi ha detto che “ci sono”, che è riconoscibile il mio carattere. E ciò mi rende felice perché mi fa capire di aver saputo elaborare un mio “stile”. Ho scelto un grosso corpo di ballo con 30 ballerini dei quali 10 professionisti principali arrivati dall’Italia e dall’estero, e 20 della scuola di ballo di Milano Move on. Ho mixato tanti stili dal più vecchio al più contemporaneo».
Come sono stati i giorni di lavoro?
“Bellissimi. Prima ci siamo confrontati io e lui, poi ho iniziato a lavorare in sala prove: sono stati 3 giorni intensi. Il primo giorno ho mandato subito il video a Jovanotti per fargli capire quello che stavo facendo e la sua risposta è stata una carica fortissima. Era molto contento, mi ha fatto i complimenti e mi ha detto: “Siamo in linea: vai e divertiti, osa”. Lui è un artista vero, vuole andare sempre oltre, uscire dagli schemi. L’ho incontrato di persona il giorno del set, quando dovevamo girare: questo per far vi capire quanta fiducia mi ha dato. In quel momento mi è venuto incontro, mi ha salutata calorosamente e ha voluto subito cominciare a lavorare».
Ci parli del video
«La canzone parla di come la musica – le canzoni – possano comunicarsi in maniera diversa a qualsiasi tipo di persona: se a te danno un effetto gioioso, a me ne danno uno nostalgico. Quel che lui vuole marcare è la diversità, l’uscita dallo stereotipo per il quale siamo tutti uguali e seguiamo gli stessi canoni. Il video è ambientato in un capannone industriale dove compare la scritta Fantastico 2018 come se fosse un vecchio Fantastico degli anni ’80-90. La parte coreografica gira intorno a Jovanotti che è in scena. Il ballo è come se fosse una parte “surreale” in pieno stile anni ’80: una visione onirica. I ballerini hanno trucchi non più attuali e indossano vecchi costumi dell’epoca, quelli dei varietà di Heather Parisi per intendersi, originali e fatti dal grande costumista Luca Sabatelli. Anche incontrare Sabatelli e ricevere complimenti da lui, che di coreografi ne ha visti tanti, è stata un’ulteriore soddisfazione. Mi ha detto che ho portato tanta magia sul set. La coreografia mi è venuta di getto: è stato come se avessi avuto un sogno, una visione. Ovviamente sempre con i riferimenti che mi ha dato Lorenzo. Lui è veramente un artista a tutto tondo. Ti fa venire i brividi anche quando cammina, non so nemmeno spiegarlo».
Lei è uno dei talenti grossetani che ha lasciato la sua città. Ha nostalgia?
«Grosseto resta la mia città e mi piacerebbe fare tante cose qua non certo perché mi senta qualcuno, ma perché vorrei sentirmi utile. Io mi sono sempre proposta per rendermi operativa per la mia città ma non ho mai avuto riscontri. Comunque non voglio fare polemica».
Cosa le lascia quest’esperienza con Jovanotti?
«Avevo avuto la fortuna di lavorare con grandi nomi come Luca Tommassini e altri coreografi di spessore. Ora questa esperienza ha per me un valore assoluto, anche se in tutta umiltà credo di dover imparare ancora molto. Ho finito il set con i grandissimi complimenti di Lorenzo, a voce e per scritto. Era così contento che mi ha proposto di rendere omaggio al nostro video anche durante il tour. Mi ha ringraziato e mi ha detto che sono un’artista vera. Mi ha dato una grande carica e soddisfazione che mi ripagano di tante amarezze. Dedico questo mio primo successo alla mia famiglia, ai miei genitori in primis. Se non avessi avuto loro che mi sono stati accanto e mi hanno dato la forza non sarei arrivata fin qua. Glielo devo con tutto il cuore».
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