Sicurezza
Aspirante segretario annuncia sit-in
Trombì furioso: «Perché il partito non accoglie energie fresche?»
PORTO SANTO STEFANO. «La pazienza è finita, faremo una protesta di fronte alla sede locale del Pd di Porto Santo Stefano». Si allontana la data sulla convocazione del congresso dell’unione comunale argentarina. Cosa che non soddisfa il candidato alla segreteria del promontorio, Giuseppe Trombì, che annuncia un sit-in di protesta di fronte al circolo di via Panoramica. «Siamo infuriati e senza parole. La pazienza è finita e la misura è colma – dice Trombì –. A settembre, in vista del rinnovamento degli organi direttivi del Pd argentarino che oramai da tempo apparivano stanchi e logori, abbiamo aderito con entusiasmo a un’idea di rilancio che riguardasse il partito sia a livello del nostro promontorio che a livello nazionale. Ci chiediamo quale possa essere il risultato del Partito democratico a livello comunale, in relazione alle prossime elezioni politiche nazionali se non si farà chiarezza e la democrazia non sarà ristabilita».
Trombì si interroga: «Inspiegabilmente, segretari e direttivo hanno reagito con una chiusura che ci appare incomprensibile, se non sospetta. Si può forse definire un “partito” quello che rifiuta e respinge nuovi tesserati? Chiediamo come sia possibile che, invece di accogliere così tante energie fresche e motivate, si faccia in modo che queste, composte da persone che hanno voglia di contribuire al bene del partito, pensino che la politica sia una cosa da lasciar perdere e da scansare. È forse il timore o la certezza di perdere sul partito supremazia e controllo? Probabilmente il nostro silenzio, la nostra fiducia nei tempi fisiologici e nei metodi democratici sono stati scambiati per debolezza o per scarsa determinazione. Il nostro civile silenzio si trasformerà in civile ma rumorosa protesta. Questa inerzia per noi non è più tollerabile».
Da qui la volontà di andare avanti. «Cominceremo con l’organizzare un pacifico sit-in di protesta – dice Trombì –, davanti alla sede locale di via Panoramica, con presenza di stampa e televisione. Esigiamo, come tesserati Pd, che la democrazia sia rispettata, visto che le nostre tessere sono state convalidate dagli organi di garanzia, sia in sede provinciale che in sede regionale. Abbiamo seguito tutte le loro indicazioni».
Dal canto suo, la dirigenza del circolo di Porto Santo Stefano non cambia idea. «Andiamo avanti con il ricorso sulla convalida delle tessere – dice Guido Dubbiosi, segretario del circolo di Porto Santo Stefano –. Io credo e ribadisco che prima delle elezioni nazionali non si farà il congresso. Se vogliono fare proteste che facciano, credo di essere dalla parte della verità, perché avrebbero potuto fare le cose in modo più lineare. Suggerisco anche di andare prima alle elezioni amministrative e dopo fare il nuovo tesseramento e poi il congresso, ma ovviamente decideranno dall’alto. Tra l’altro non è escluso che si faccia ricorso anche all’organo nazionale ma, ripeto, siamo in attesa di comunicazioni».
Andrea Capitani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
