Finanza
Abusi sulla scogliera, due denunce
A Cala Purgatorio sequestrata un’installazione non autorizzata con una piscina naturale e piattaforme anche in cemento
MONTE ARGENTARIO. Piattaforme in legno e cemento, una piscina naturale e pergolati per lettini e ombrelloni. Tutto questo a Cala Purgatorio, uno degli angoli più belli situato a sud del promontorio dell’Argentario.
Il problema? Il problema è che si tratta di installazioni che non sarebbero state autorizzate. Per questo motivo è stato disposto il sequestro preventivo, con l’ipotesi di occupazione abusiva di un’area demaniale pubblica, un’area che si trova sulla scogliera; inoltre, due persone sono state denunciate alla Procura per innovazione e opere su beni naturalistici dello Stato. Questo è il risultato dell’attività dei finanzieri della Sezione operativa navale della Guardia di finanza di Porto Santo Stefano, al termine di un’indagine iniziata nella scorsa estate e messa in atto con unità navali della sezione operativa di Porto Santo Stefano, mezzi aerei del reparto operativo di Livorno e pattuglie a terra.
La scoperta è stata fatta grazie al cosiddetto “controllo economico” del territorio che vede giornalmente impegnati i militari del comparto navale i quali, dopo un’attività durata alcuni mesi, hanno individuato lungo il tratto di costa del Purgatorio la realizzazione di una piscina naturale con materiali aggiunti come pietra e cemento che hanno creato una piccola ansa. C’erano anche manufatti costituiti da piattaforme in legno e cemento con pergolati, idonee ad ospitare lettini e ombrelloni a danno della scogliera naturale, peraltro protetta da vincolo paesaggistico, nonché diverse servitù che occupavano buona parte della splendida scogliera e dello specchio di mare prospiciente. Una sorta di privatizzazione abusiva, seppur non delimitata da sbarre.
Tutte le opere sono state realizzate su un’area demaniale marittima priva delle prescritte concessioni e autorizzazioni edilizie: di fatto l’uso pubblico di quel tratto di costa è impossibile. Nonostante la località sia la stessa, inoltre, le due persone denunciate non sono collegate tra loro, mentre sono ancora in corso le indagini per verificare se l’occupazione abusiva sia stata fatta soltanto ad uso privato oppure, eventualmente, per trarne un profitto derivato da attività di noleggio ombrelloni e lettini. Sempre nella stessa cala infatti, seppur in punti probabilmente diversi, nel 2014 le fiamme gialle avevano scoperto che un settantenne aveva messo su un'attività redditizia: aveva occupato circa duecentocinquanta metri di spiaggia con attrezzature come ombrelloni, lettini, sdraio e tutto il necessario a noleggio per trascorrere una giornata di relax sulla spiaggia. Gli uomini della squadra navale delle fiamme gialle di Porto S.Stefano avevano sequestrato tutto il materiale che era sulla spiaggia. Nel 2013, inoltre, Legambiente si era anche battuta per la chiusura della stradina di accesso chiusa da privati con catene e cancello. Inoltre, Cala Purgatorio era diventata tristemente famosa per il ritrovamento del cadavere di Irina, la donna ucraina uccisa dal suo compagno e gettata in un dirupo per nascondere il suo corpo. In quel caso era la fine di ottobre del 2013.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
