Il dolore
«Lavoro e lotta al neofascismo»
Liberi e Uguali presenta la squadra, ne fa parte l’ex sindaco Borghi
GROSSETO. Lavoro, ambiente, sanità e lotta all’avanzata del neofascismo. Ieri pomeriggio al circolo Arci Khorakhanè di Grosseto Liberi e Uguali ha presentato i candidati alle Politiche del 4 marzo.
Nei collegi uninominali ci sono Alessandro Brunini, 48 anni, medico, membro della segreteria regionale di Sinistra italiana, originario di Piombino e residente a Orbetello, in lizza per la Camera; e Catia Sonetti, 63 anni, anche lei di Piombino, indipendente di Articolo 1-Mdp, insegnante e direttrice dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Livorno, candidata al Senato.
Nei listini proporzionali si presentano l’ex sindaco di Gavorrano Massimo Borghi, 61 anni, per la Camera, e Cinzia Bartalini, insegnante, anche lei di Piombino (ieri non presente perché convalescente).
Brunini pone l’accento sulla «necessità di dare discontinuità alle politiche di centrodestra e di centrosinistra. Questa è una provincia povera, con molti anziani, che soffre dello spopolamento dei giovani che non trovano lavoro» e punta sulla bonifica dei luoghi industriali «a Piombino e Orbetello, che non sia continuare a costruire seconde case come a Orbetello».
«Quel che mi ha spinta a fare questa scelta – ha detto Sonetti – è la paura del fascismo risorgente. Questi gruppi di estrema destra, che occupano anche spazi lasciati vuoti dalla sinistra organizzata, sono estremamente pericolosi e fanno molta presa sui giovani. L’idea di oggi di mandar via i migranti è quella del passato di mandar via gli ebrei».
Nella corsa alla Camera il candidato Massimo Borghi porta la sua storica battaglia contro il gioco d’azzardo («la mattina dal tabacchino c’è la fila di signore per il “gratta e vinci”, è uno Stato biscazziere», dice), mentre i dolorosi strascichi della sua esperienza amministrativa, con il procedimento ancora aperto, gli hanno ispirato un altro tema su cui impegnarsi, quello della «giustizia giusta», come la definisce.
«Ancora pago le conseguenze per aver presentato con due giorni di ritardo la richiesta dell’aspettativa per le elezioni del 2011 – ha detto Borghi, che ieri come oggi è dipendente comunale a Gavorrano –. Sono stato condannato a pagare 16mila euro che sto già pagando, ma rischio molto di più». Il 18 aprile, annuncia, è attesa la sentenza che potrebbe condannarlo a pagare 52mila o 90mila euro. «Mi potrebbero portare via la casa – ha detto –, io, sindaco di un comune di 8.600 abitanti. Io mi batterò anche per questo, perché un ragazzo che oggi ha 30 anni e vuole fare il sindaco non rischi di passare quello che ho passato io». La vicenda, annuncia Borghi, l’ha raccontata in un’autobiografia che uscirà dopo le elezioni.
Quanto alle prossime amministrative, «In Gavorrano Bene Comune ci sono almeno quattro persone pronte per essere candidate a sindaco e migliori di Massimo Borghi. Gavorrano Bene Comune è pronta a camminare con le sue gambe senza Borghi. Credo che abbiamo i numeri per vincere e governare».
Francesca Ferri
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