Il Tirreno

Grosseto

Hai una buona idea? Per te un fondo gratis in centro storico

di Francesca Ferri
Via Montebello, a due passi da corso Carducci, è una delle strade del centro storico piena di fondi sfitti (foto Agenzia Bf)
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Via Montebello, a due passi da corso Carducci, è una delle strade del centro storico piena di fondi sfitti (foto Agenzia Bf)

Il Comune di Grosseto abbraccia il progetto “Pop-up lab” L’assessore: «Contatteremo i proprietari, a marzo le proposte»

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GROSSETO. Disponibilità, creatività, impresa. Gli ingredienti ci sono e l’elisir si chiama “Pop-up lab. Riapriamo la città”. Il “malato” è il centro storico di Grosseto con i suoi tanti fondi sfitti che faticano ad attirare nuove attività commerciali, in grado di rianimare strade e piazze. Basti gettare un’occhiata a strade come via Montebello, dove tutti i negozi sono chiusi. Il Tirreno da anni documenta lo stillicidio di attività all’interno delle Mura cittadine e di recente questa “epidemia” è stata segnalata anche nei primi due incontri di “Cap 58100 – Piazze V (u)ote”, dedicati a piazza San Francesco e a piazza della Palma. E proprio in quest’ultimo incontro si è parlato anche di questo progetto.

La ricetta di Pop-up lab promette di guarire le ferite, riempiendo quei fondi di negozi e laboratori artistici o artigianali, semplicemente incrociando domanda e offerta. Insomma, mettere in contatto chi ha un’idea interessante, ma non ha spazio dove realizzarla, e chi ha un fondo vuoto. Una sorta di esperimento sociale e culturale che ha già dato buoni frutti nelle città dove è partito.

Il Comune di Grosseto, attraverso l’assessorato al commercio guidato dall’assessore Riccardo Ginanneschi, ha avviato il percorso per promuovere in centro storico questo progetto, finanziato dalla Regione Toscana con una partecipazione economica anche da parte del Comune di Grosseto. È promosso, già dal 2014, da diversi comuni toscani (tra i primi Empoli e Campi Bisenzio; l’ultimo in ordine di tempo è Prato).

Il progetto funziona così: il Comune individua una zona del centro storico da rivitalizzare e fa una mappa dei fondi sfitti. Quindi chiede ai proprietari la disponibilità a cederli gratuitamente per un periodo limitato di tempo, ad esempio qualche mese. Poi lancia una call for ideas, un invito a presentare idee da realizzare in quei fondi, aperto a imprese che propongono un’idea o un progetto imprenditoriale per rianimare gli spazi. Una commissione valuta i progetti e li assegna ai fondi. Le nuove attività vengono inaugurate tutte insieme in un evento di festa che coinvolge tutta la strada. In alcune città i Comuni hanno anche risistemato gli arredi urbani e le strade. Gli assegnatari si impegnano a lasciare i fondi entro il termine previsto. Tuttavia, nel periodo in cui portano avanti le loro attività, hanno modo di conoscere e relazionarsi con i proprietari dei fondi.

E questo è il cuore del progetto: nel caso scoppiasse la scintilla, potrebbe infatti scattare la volontà di proseguire la collaborazione, concordando, stavolta, un canone d’affitto.

Insomma, si parte con una riapertura provvisoria, ma lo scopo è coltivare relazioni tra proprietari dei fondi e assegnatari perché in futuro il rapporto possa diventare duraturo, sancito da un regolare contratto d’affitto. Insomma, una sorta di azione di innesco.

«Il Comune – spiega Ginanneschi – sta lavorando al progetto per rivitalizzare il centro storico: in particolare, in collaborazione con la Regione Toscana, sta predisponendo un piano per riattivare attività e flussi in alcune zone dentro le Mura».

In questa fase, spiega ancora l’assessore, il Comune sta lavorando per mappare quelle vie che saranno interessate dal progetto.

Già a primavera si dovrebbe realizzare la prima fase. «Il progetto – prosegue Ginanneschi – prevede di contattare e sensibilizzare i proprietari dei fondi sfitti per poi lanciare, a marzo, un bando specifico e una call for ideas nel mondo commerciale, artigianale ma anche culturale. Il tutto si concretizzerà a settembre con eventi promozionali e culturali di sostegno all’iniziativa». La mappatura delle strade da inserire nel progetto è in corso, ma qualche candidata c’è già, come la già citata via Montebello. Non solo quella, però. Alcuni fondi sfitti ci sono via San Martino, altri in piazzetta San Michele, altri ancora in via Galileo. Insomma, non mancano, ahinoi. «La logica – conclude l’assessore – è quella di riappropriarsi degli spazi interni ed esterni perché le vie si rianimino. Un’azione “di innesco”, che coinvolgerà anche Fondazione Grosseto cultura, e servirà anche ai fini della sicurezza».

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