Il Tirreno

Grosseto

Caduta dal muretto e rimasta in acqua per quasi un mese

di Gabriele Baldanzi
Caduta dal muretto e rimasta in acqua per quasi un mese

Grosseto: i primi risultati dell’autopsia sul corpo di Alda Albini escludono che la donna sia stata vittima di violenza

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ROCCATEDERIGHI. Potrebbe essere stata una caduta – dal muretto che i rocchigiani conoscono come il ponte della Fontona – a provocare la morte di Alda Albini, la pensionata di 70 anni, scomparsa da casa il 20 dicembre scorso e trovata morta nel pomeriggio di domenica 21 gennaio da tre ragazzini lungo l’alveo del torrente Fossato.

L’autopsia. L’esame autoptico si sarebbe dovuto svolgere venerdì ma era stato rimandato per un disguido che non aveva permesso al medico e ai tecnici di intervenire. Ieri mattina il corpo di Alda è stato esaminato con accuratezza: la donna aveva dei traumi alla schiena, compatibili con una caduta dall’alto. Accidentale o volontaria non è dato saperlo. Non solo. L’autopsia, effettuata dal dottor Matteo Benvenuti e incaricata dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro, fissa la data della morte proprio nei giorni della scomparsa, ma non chiarisce in modo definitivo quello che fin dall’inizio è apparso come un mistero. Restano alcune evidenti incongruenze. Per esempio il ritrovamento della borsa in un punto da cui la donna non può essere precipitata, oppure la posizione del corpo, adagiato nel letto del fiume, a molti metri di distanza da quello che gli inquirenti ipotizzano essere il luogo della caduta. Sotto al famoso muretto, poi, non ci sono segni: né rami rotti, né rovi schiacciati. La vegetazione infestante è intatta. Secondo il medico legale la donna è rimasta a lungo nell’acqua. A trascinarla fino a lì potrebbero essere stati i cinghiali.

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In paese non si crede al suicidio. I figli – e a dire il vero anche i paesani e le amiche – escludono l’ipotesi del gesto volontario. Chi conosceva Alda sa quanto fosse premurosa verso se stessa, precisa. La figlia ha spiegato che la madre era una donna metodica, sempre in ordine, aveva sempre pronta la borsa in caso di improvviso ricovero in ospedale; e aveva scelto perfino i vestiti da indossare dopo la morte: «Si sarebbe lavata i capelli e messa il rossetto se pensava di morire», conferma Serena. Insomma, il suicidio era un’idea lontana dalla sua testa. Anche perché era molto religiosa. E allora cosa può essere accaduto?

Nuovi particolari. Nei giorni scorsi sono emersi nuovi particolari sul caso, alcuni dei quali verranno approfonditi nella puntata di mercoledì di “Chi l’ha visto”. Il primo è il ritrovamento degli occhiali con le stanghette aperte, né graffiati, né rotti, a una decina di metri di distanza dalla borsa. Il secondo è un prelievo che Alda fece, alle Poste, poco prima di scomparire. Una cifra intorno ai duemila euro, stornata – pare – in un altro conto corrente. Nel borsello sono stati ritrovati cento euro e un codice pin. Nell’abitazione di Alda, in via della Torre, a Roccatederighi, forse, è possibile trovare qualche risposta in più rispetto a ciò che è accaduto. Qui i carabinieri, con i vicini, entrarono per pochi minuti il giorno in cui fu presentata la denuncia di scomparsa. L’ultimo dettaglio, ritenuto significativo da chi indaga, è che Alda il 20 dicembre chiese e ottenne la Comunione dal sacerdote, che abita poca distante. Quasi volesse far pace con Dio, lei che era così devota.
 

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