Truffa online, banca condannata a risarcire la correntista
Ormai è sempre più frequente che i rapporti di home banking siano collegati, per i pagamenti a una chiavetta token che cambia codice di accesso numerico ogni minuto. Ma tre anni fa, questo sistema...
Ormai è sempre più frequente che i rapporti di home banking siano collegati, per i pagamenti a una chiavetta token che cambia codice di accesso numerico ogni minuto. Ma tre anni fa, questo sistema non era utilizzato da tutti. Risale a quel periodo la truffa fatta ai danni di una donna che aveva ricevuto sul cellulare un sms che sembrava arrivare dalla sua banca, sms che parlava di un pagamento da fare a Equitalia e che conteneva un link. La donna cadeva nella trappola del “pishing”e veniva collegata a un sito che sembrava quello della propria banca per pagare la cartella: aveva anche provato a inserire le sue credenziali, ma non c’era riuscita. Il giorno dopo la sua banca le ha chiesto informazioni sui bonifici fatti in Spagna e la donna spiegava di non averli fatti: uno di questi, però, del valore di 1.400 euro, non era stato recuperato dall’istituto. La donna a quel punto ha deciso di rivolgersi a Confconsumatori dopo aver sporto denuncia alla polizia postale. A seguire la causa contro la banca è stata l’avvocato Sara Serritiello: il Giudice di Pace di Grosseto ha accolto tutte le domande della consumatrice ricordando che sulla Banca grava la diligenza professionale del buon banchiere, che la direttiva comunitaria 1997/64/ce impone di far gravare i rischi di attività oggettivamente pericolose, come le transazioni online, non sui consumatori ma sulle aziende e per finire il giudice ha osservato come la Banca aveva l’obbligo di fornire i mezzi di prevenzione più sofisticati al fine di certificare la volontà digitale del proprio cliente mediante consegna di un Token. La banca è stata condannata alla restituzione dei 1.400 euro oltre interessi legali e spese del giudizio. Le banche non inviano alcune email contenenti link o documenti allegati e i correntisti nell’aprire i messaggi non devono limitarsi, ad esempio, a leggere il nominativo del soggetto che invia la email (talvolta falsamente di comodo) ma leggere l’indirizzo di posta elettronica per esteso del mittente. Per informazioni la sede di Confconsumatori, in via Ronchi 24, è disponibile al numero di telefono 0564 410680 oppure all’indirizzo di posta elettronica grosseto@confconsumatori.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google