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Grosseto

Sitoco, arriva la Sogesid Ecco come sarà la bonifica

di Samuele Bartolini
Sitoco, arriva la Sogesid Ecco come sarà la bonifica

Orbetello: la società in house del ministero gestirà sia i progetti che il bando Verrà fatta una diga e con la ripulitura dei bacini si metterà fine allo “spolvero” 

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ORBETELLO. «Una diga terrà lontano gli agenti inquinanti della falda superficiale. I bacini numero uno e numero due saranno liberati dai detriti per evitare l’effetto spolvero. E sarà la società in house Sogesid a gestire progetti e bando di gara». Ecco altre anticipazioni sull’accordo di programma da 34, 5 milioni per la riqualificazione della ex Sitoco di Orbetello.

È la sottosegretaria all’Ambiente dei governi Renzi-Gentiloni, la toscanissima Silvia Velo, a raccontarli al Tirreno. La firma dell’accordo per la bonifica dell’area pubblica è attesa per la metà di febbraio. Ministero dell’Ambiente e Regione Toscana stanno perfezionando i contenuti.

E con la sottosegretaria Velo, originaria di Campiglia Marittima, scopriamo che cosa faranno all’ex Sitoco. «Il primo intervento – spiega la sottosegretaria – è quello del marginamento della falda superficiale tramite palancolatura. Termini tecnici per dire: sarà realizzata una diga per il contenimento della falda superficiale». Per dirla ancora più chiara: faranno una diga con tanti pali, messi in fila uno dietro l’altro, a continuazione della barriera realizzata nella parte privata della ex Sitoco. Obiettivo: mettere in sicurezza i terreni pubblici dagli agenti inquinanti nell’acqua.

E ancora. «I bacini numero uno e numero due della ex Sitoco sono pieni di detriti. Verranno portati via e i bacini saranno liberati. La ripulitura dei bacini interromperà il fenomeno dello “spolvero” che crea tanti disagi ai cittadini di Orbetello nei periodi di siccità», spiega Silvia Velo.

Intanto l’opera dei tecnici Arpat va avanti. Stanno facendo altre indagini per attualizzare le caratterizzazioni degli agenti inquinanti. Le richiedono i nuovi parametri di riferimento nei siti di interesse nazionale. L’affiancamento delle analisi chimiche a quelle microbiologiche permetteranno di perfezionare ulteriormente gli interventi di bonifica.

È stato individuato anche il soggetto gestore: la Sogesid. «Nella bozza d’accordo ancora non c’è, ma possiamo già dire che sarà la società in house del ministero dell’Ambiente a gestire la fase di progettazione e di affidamento dei lavori tramite gara pubblica», dice la sottosegretaria.

I lavori di bonifica dovrebbero partire entro la fine dell’anno, al massimo agli inizi dell’anno prossimo. E il ministero dell’Ambiente – lo ricordiamo – ha messo a disposizione complessivamente oltre 34, 5 milioni: dei quali 4 milioni stanziati con il Programma nazionale di Bonifica e oltre 30 milioni a valere sulle risorse programmate nel Piano Operativo “Ambiente” – sottopiano “interventi per la tutela del territorio e delle acque” – approvato dal Cipe con una delibera del dicembre 2016.

Ma non c’è il rischio che il nuovo governo, se avrà un colore politico diverso dal Pd, faccia saltare tutto? «Assolutamente no. Una cosa del genere è impensabile. I soldi – risponde Velo – sono in uno stato avanzato di utilizzo. E la parte politica ha già svolto il suo lavoro. Ora è tutto in mano ai tecnici. Sarà la direttrice generale del ministero dell’Ambiente Gaia Checcucci (una fiorentina già segretaria dell’Autorità di Bacino del Fiume Arno, ndr) a convocare la Conferenza dei servizi. Poi ci sarà l’approvazione del progetto e la pubblicazione del bando. Impossibile per il nuovo governo – conclude – interrompere la procedura».

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