Il Tirreno

Grosseto

Pozzetti demoliti, polemica e petizione

di Fiora Bonelli
Pozzetti demoliti, polemica e petizione

A Stribugliano 50 cittadini protestano per i lavori ai lavatoi. Il Comune però difende l’intervento: «Tutelata la parte storica»

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STRIBUGLIANO. Pozzi di Stribugliano. L’amministrazione comunale di Arcidosso li fa ristrutturare impegnandovi 17mila euro, ma un gruppo di residenti non gradisce le modalità di recupero, fa una raccolta di firme e indice un incontro a cui chiama tutte le forze politiche che si sono presentate alle ultime elezioni. Di contro il sindaco Jacopo Marini è sicuro della bontà del lavoro che la ditta sta eseguendo e così l’ingegnere del Comune Simone Savelli che spiega il progetto.

«Il complesso dei lavatoi della frazione arcidossina – dice Savelli – era formato da diversi arredi e strutture costruite in tempi diversi. Il pozzo in peperino non è stato naturalmente toccato perché antecedente al 1948. Fu donato infatti proprio quell’anno a Stribugliano dal marchese la Greca, nobile famiglia storica del paese che qui aveva ampi possedimenti».

Nel 1970 – 1980 furono aggiunti otto pozzini di cemento vibrato e una tubazione per l’acqua in plastica blu. Sempre negli stessi anni i muri laterali furono rialzati con blocchi di cemento e fu fatta una copertura in eternit di 65 metri quadrati.

«È ovvio – spiega l’architetto – che un recupero come si deve del complesso non tocca il pozzo storico in sasso peperino, ma deve toccare i pozzetti di cemento vibrato, che sono poi quelli che molti di noi tengono in terrazza o nell’orto. La ditta ha lavorato quindi solo nel contorno del pozzo del marchese La Greca, sulle superfetazioni successive. Ad esempio, oltre i pozzini sono stati tolti i pilastri in tufo e cemento ormai pericolosi».

Eppure oltre 50 persone – Stribugliano ne conta poco più di 200 – hanno sottoscritto una petizione perché non sono convinte della cosa. «Nel documento di affidamento dei lavori alla ditta – scrivono a corredo della petizione – si parla di recupero conservativo e ristrutturazione edilizia dei pozzi lavatoi, consistenti essenzialmente nelle opere idrauliche di regimazione delle acque piovane, nuova pavimentazione in lastre tipo peperino, ripresa e stuccature delle murature esterne in sasso faccia a vista e intonaco pareti in cemento armato e tufo. Le opere, invece, hanno riguardato anche la demolizione dei piccoli pozzi in cemento accanto alla vasca centrale in peperino lasciata intatta e integra».

«Abbiamo raccolto 53 firme – spiega Donella Garosi di Stribugliano, una dei firmatari, sostenuta nella sua iniziativa dal coordinatore della lista Comune Unico Amiata Marcello Bianchini – e il 31 gennaio abbiamo organizzato un incontro con le liste che hanno partecipato alle ultime elezioni. Non si voleva che i pozzetti fossero smantellati. Fanno parte della nostra storia».

Ma anche il sindaco Marini obietta. «Mi pare sia facilmente comprensibile – dice – che i pozzetti, malconci e difficilmente ristrutturabili visto il materiale con cui sono stati costruiti, di cemento vibrato, sono stati tolti perché pressoché irrecuperabili, mentre non è stato affatto toccato naturalmente il grande pozzo lavatoio in sasso peperino. Il complesso su cui la ditta sta intervenendo verrà fuori un piccolo gioiello, mantenendo integra la parte di peperino, ripristinando le murature esterne e sostituendo la copertura che era in amianto. Istalleremo anche delle luci, in modo che il piccolo complesso sia sicuro e sempre fruibile».

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