Il Tirreno

Grosseto

dal bombardamento al clima bohémien 

Il “luogo semplice e ordinario” dove gli artisti avevano bottega

di Mauro Papa
Il “luogo semplice e ordinario” dove gli artisti avevano bottega

GROSSETO. Piazza della Palma, al contrario di tante altre piazze del centro, non ha mai ospitato monumenti scultorei. Forse perché è sempre stata considerata un «luogo semplice e ordinario», come la...

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GROSSETO. Piazza della Palma, al contrario di tante altre piazze del centro, non ha mai ospitato monumenti scultorei. Forse perché è sempre stata considerata un «luogo semplice e ordinario», come la descriveva lo scrittore americano William Dean Howells nel suo Italian Journeys del 1867.

Howells scriveva: «Nel cuore della città c’è una bella palma, che ha come unica compagnia una bella ragazza che s’affaccia ad una finestra sopra la sua chioma, senza dubbio per conversare con lei. Grosseto fa di tutto per tenere segreta l’esistenza di questa pianta, come se un luogo semplice ed ordinario dovesse vergognarsi di un simile sentimento».

Ecco, non era ancora una piazza (lo diventerà nel 1943, dopo un bombardamento) ma già pulsava di sentimenti protetti da muri o tendaggi misteriosi: oltre la celebre palma, rinchiusa dentro un cortile privato, suscitava emozioni (proibite) anche una vicina casa «ove l’amore si vende a buon mercato», e «turbe di ragazzacci si arrampicano e spiano dalle persiane» (L’Ombrone, 24 agosto 1919).

Questi luoghi, da sempre, attirano gli artisti. Così la piazza ospitò due pittori: la bottega del cartellonista Carlo Gentili – così apprezzato da meritare l’intitolazione di un piccolo slargo limitrofo – e la casa studio di Bruno Corso. A poche decine di metri, fino a qualche anno fa, c’era anche lo studio del pittore e orafo Lucio Parigi, che ha contribuito a definire l’immagine della Maremma tutta butteri, pini e cavalli.

Il realista Carlo Gentili, invece, non dipingeva pini e cavalli ma cave, draghe, cartiere, pagliai e piazze. Tra queste la piazza che, nei primi anni cinquanta, vedeva dalla sua bottega: una piazza bohémien, devastata dal bombardamento, che spesso ospitava un piccolo circo, carrozze di gitani e banchetti di ambulanti.

La palma tornerà solo più tardi e diventerà il vero monumento. Oggi non ci sono più artisti intorno alla palma rinnovata, ma solo automobili, e forse è necessario rimuoverle per far tornare la piazza ad essere il “cuore della città”, luogo pulsante di sentimenti e non spazio “semplice e ordinario” abbandonato ai parcheggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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