Il Tirreno

Grosseto

UN GIOIELLO IN CERCA D’AUTORE 

Fondi chiusi, risse e vandali e un progetto da riscoprire

Fondi chiusi, risse e vandali e un progetto da riscoprire

GROSSETO. Nel bilancio del passato recente di piazza della Palma c’è un elemento che fa pendere verso il segno positivo: l’apertura, il 14 novembre 2009, di quel gioiello che è il Museo di Storia...

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GROSSETO. Nel bilancio del passato recente di piazza della Palma c’è un elemento che fa pendere verso il segno positivo: l’apertura, il 14 novembre 2009, di quel gioiello che è il Museo di Storia naturale della Maremma, trasferitosi qui dalla precedente sede di via Mazzini. Fu un evento per la città: per l’occasione venne a inaugurarlo Piero Angela e i grossetani arrivano a migliaia.

Il museo, oggi, oltre alle collezioni che custodisce, è fucina di conferenze e laboratori per adulti e bambini, e rappresenta un punto qualificante di questa piazza, nonostante la posizione defilata in un angolo, la collocazione ufficialmente non in piazza ma in strada Corsini, e l’assenza, nel resto del centro storico, di indicazioni puntuali e invitati per raggiungerlo.

Per il resto, a parte il recente restauro della vicina piazza Martiri d’Istia e della chiesa della Misericordia, il bilancio di piazza della Palma e delle sue attività è purtroppo negativo.

A parte il museo e la Misericordia, sulla piazza si affacciano le vetrate chiuse da cancelli arrugginiti del palazzo dove il Comune ha gli uffici dell’anagrafe; accanto, il retro di un altro locale della Misericordia; e, ancora, il retro della chiesa. Sul lato opposto, il fondo che per un po’ ha ospitato il Soho Cafè. In fondo, il ristorante brasiliano Ipanema, nascosto sotto i ponteggi. E poi altri fondi chiusi in via Garibaldi. Di recente ha gettato la spugna il negozio Punto interrogativo, in largo Gentili.

Eppure la piazza non si dà per vinta. Locali pubblici come il ristorante Fufluns, la pizzeria L’Archetto, il bar White Cafè, la storica panetteria, l’elegante negozio L’Emporio, sono l’ossigeno di questo luogo. Anche se spesso l’aria, da queste parti, si fa pesantissima.

Le orde di ragazzini giovanissimi che il fine settimana si sfasciano di abbuffate alcoliche e poi spaccano tutto sono da anni la piaga che affligge il centro storico. Esemplare la megarissa che il 1º febbraio 2016 coinvolse quaranta ragazzini e ragazzine proprio in questa piazza. I commercianti subirono atti vandalici.

La passata amministrazione ha provato a percorrere la via della pedonalizzazione, che secondo alcuni farebbe da stimolo alla riqualificazione di questo luogo, sia materiale – togliendo le auto e creando uno spazio da restituire alla fruizione delle persone – che dal punto di vista della vivibilità. L’esperimento di togliere le auto è durato un’estate, nel 2014, ma non si è mai trasformato in un provvedimento stabile. Del resto il periodo scelto per la prova non è stato uno dei più significativi, visto che nei mesi caldi la zona è naturalmente più vuota, ed è perciò difficile valutare gli effetti di una gestione “car free”.

Eppure cinque anni prima l’allora presidente della Circoscrizione Centro Maria Concetta Relli con l’allora direttore di Ascom Paolo Regina commissionarono allo studio di architettura Sata un progetto di valorizzazione della piazza, che prevedeva la pedonalizzazione e affondava le radici nell’antico nucleo del villaggio di capanne, antesignano della città di Grosseto. Il progetto ricreva spazi fruibili, da far gestire alle attività commerciali limitrofe, alle amministrazioni o alle associazioni, per eventi e mostre o come luogo di aggregazione. Uno spazio caratterizzato nel solco della storia ma con un’anima proiettata alla contemporaneità. Lo scopo era quello di recuperare un senso identitario del luogo, riavvicinando i cittadini e i turisti alla storia di Grosseto e del suo territorio. Le nuove capanne sarebbero state disposte nella piazza – liberata dalle auto – rimandando ai segni di storia qui presenti e alimentando la curiosità dei visitatori per un approfondimento dettagliato che sarebbe potuto avvenire con pannelli illustrativi sul luogo o con un portale di valorizzazione multimediale.

Il progetto (che sarà presentato oggi alle Clarisse) non ha avuto seguito.

Del resto la formula della pedonalizzazione non è ben vista da tutti. Alcuni commercianti e gestori di locali sono convinti che riaprire la Ztl potrebbe riportare in centro storico quel movimento che si è perduto con la selezione degli ingressi.

In un caso o nell’altro, piazza della Palma è rimasta uguale a sé stessa, con le sue auto, le sue vetrine chiuse, i suoi vandali.

Di recente va segnalato un provvedimento del Comune che prevede una Tosap ribassata per gli ambulanti che decidano di allestire i loro banchi in piazza della Palma (e in altre due piazze secondarie del centro). Un modo per incentivarli a preferire questa piazza rispetto alla centrale piazza Dante. (f.f.)

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