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Matte Paz: il rap made in laguna mette in orbita un nuovo singolo

Matte Paz: il rap made in laguna mette in orbita un nuovo singolo

ORBETELLO. Nuovo singolo per il rapper Matte Paz. Il titolo è “Air Max” e da ieri è disponibile su YouTube, iTunes e Spotify. «Il testo – spiega Matteo Ravagni in arte Matte Paz, rapper classe 1996,...

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ORBETELLO. Nuovo singolo per il rapper Matte Paz. Il titolo è “Air Max” e da ieri è disponibile su YouTube, iTunes e Spotify. «Il testo – spiega Matteo Ravagni in arte Matte Paz, rapper classe 1996, di Neghelli alle porte di Orbetello – parla di me, dei miei stati d’animo e di ciò che mi circonda». Il rapper ventunenne aveva in testa un ritornello che con il resto del pezzo secondo lui creava un mix perfetto. «Dal ritornello alla scelta del titolo del brano – dice – è stato un attimo». Il resto lo ha fatto la sua passione per le sneakers (Nike, Air Jordan). La parte strumentale è stata prodotta da G Romano, non solo producer ma anche amico di Matteo.

«Con “Air Max” – continua Matte Paz – siamo entrati alla quattordicesima posizione della classifica dei singoli Hiphop/Rap di ITunes, mentre nella classifica generale siamo entrati nella “Top 100” . Inizialmente – confessa il giovane – non mi ero posto aspettative ma per adesso mi ritengo molto soddisfatto di quello che stiamo facendo».

La copertina del singolo è stata realizzata da Simone Ferrini, un caro amico di Matteo. Ieri è stato anche il giorno dell’uscita, su YouTube, del video girato a Roma, anche questo curato da Ferrini.

Il giovane artista neghellese sta già lavorando all’uscita di un altro singolo di cui per adesso non svela nulla. «Godetevi Air Max», chiosa.

Il rap per Matteo è una valvola di sfogo, la sua libertà di espressione, anche un modo di dire la sua su determinati argomenti. Due anni fa Matteo, realizzò con l’istituto Del Rosso Da Verrazzano un progetto importante affrontando un tema delicato come quello delle morti sul lavoro. Il pezzo del 2015 si chiamava “Dall’alba al tramonto”. Prendeva spunto dal giallo dei caschetti che si tinge di rosso, affrontando i misteri nascosti dietro gli appalti abusivi, impalcature e metodi di sicurezza inaffidabili e in alcuni casi anche inesistenti. Un tema sociale che non poteva passare inosservato e che Matteo aveva messo in musica perché – dichiarava all’epoca il rapper – «nessuna delle vittime potrà mai riposare in pace finché giustizia non sarà fatta». (i.a.)

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