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Grosseto

«Vogliamo sapere il perché degli sforamenti»

«Vogliamo sapere il perché degli sforamenti»

Anche l’avvocato dei ricorrenti (cento cittadini, due associazioni, i Comuni di Follonica e Scarlino e il Forum Ambientalista), Roberto Fazzi (foto), replica a Scarlino Energia. «Diversamente da come...

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Anche l’avvocato dei ricorrenti (cento cittadini, due associazioni, i Comuni di Follonica e Scarlino e il Forum Ambientalista), Roberto Fazzi (foto), replica a Scarlino Energia. «Diversamente da come scrive Scarlino Energia gli attuali consulenti di parte attrice nelle loro analisi non hanno mai utilizzato dati geometrici dei forni diversi da quelli forniti dalla Scarlino Energia» e «l’opportunità di fare misure è derivata dalla presenza di incongruenze nelle misure dei diametri dei forni nei disegni presentati da Scarlino Energia nell’ambito delle richieste di Aia 2012 e Aia 2015 e quelli presentati nell’ambito della class action». I sostenitori della class action contestano tuttora la validità del processo di combustione «tanto che i ctu – scrive Fazzi in una nota – prima di pronunciarsi definitivamente sulla conformità dei forni alle norme di legge, nelle operazioni peritali del 19 gennaio hanno richiesto il modello fluidodinamico dei fumi all’interno della zona di combustione». Nessun pregiudizio, spiega Fazzi: «I consulenti di parte attrice cercano di capire perché mai i forni dell’impianto della Scarlino Energia nell’esercizio 2013-2014 hanno avuto così tante e inusuali fermate; e perché ogni tanto dai camini l’NOx (ossido di azoto) è sforato; e come mai nei fanghi si trovano fino a 800 nanogrammi di diossine, otto volte i limiti indicati dalle direttive europee; e cosa spiega il fatto che nelle misure annuali di Arpat il limite di tossicità acuta dei reflui scaricati nel canale Solmine è praticamente pari ai limiti di legge». Quanto alle dichiarazioni che la class action impedisce la ripresa dell’attività in danno ai lavoratori, «se la Scarlino Energia avesse voluto mettere in servizio l’inceneritore avrebbe potuto ben farlo, – dice Fazzi – avendo un’autorizzazione fin dall’ottobre 2015, annullata dal Tar a giugno 2017, un procedimento amministrativo che niente ha a che fare con la class action». Quanto alla dichiarazione di Scarlino Energia che la causa sarebbe proiettata verso il tentativo di trovare una conciliazione, dice Fazzi: «Aspettiamo i risultati della fluidodinamica». Per le nuove misurazioni servirà circa un mese. (f.f.)

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