Il Tirreno

Grosseto

la piana grossetana nel degrado 

Eternit, siringhe e rifiuti a due passi dal Cippo

Eternit, siringhe e rifiuti a due passi dal Cippo

Spunta una discarica a cielo aperto accanto al monumento ai martiri di San Leopoldo

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GROSSETO. Sparsi qua e là ci sono cumuli di materiali di scarto dell’edilizia. C’è una pila di lastre ondulate di copertura in eternit. Una catasta di rami tagliati di palme. Una siringa da insulina e un laccio emostatico. E poi abiti strappati, scarpe, rifiuti. Benvenuti entro i confini del Sic, il Sito di Importanza Comunitaria della Pineta del Tombolo, ovvero una delle zone a più alto tasso di pregio naturalistico (come dimostra lo status del Sic).

Siamo nella campagna di Marina di Grosseto, nei pressi di San Leopoldo, in località Il Cristo, dove anni fa famiglie, coppie e amanti della natura e della vita all’aria aperta venivano a godere di una passeggiata. Adesso qui ci fanno la spola camioncini per gettare – di notte e di giorno – rifiuti, per lo più materiali di risulta di cantieri edili. Ce lo dicono i residenti, che li vedono con i loro occhi. «Lo abbiamo segnalato più volte – dicono Guido Donnini e Florinda Iacobucci – ma nessuno fa nulla».

Il luogo non è solo pregevole dal punto di vista naturalistico, ha persino un valore storico, alla Memoria. A qualche centinaia di metri dall’agriturismo “Da Francesca” dove nella notte tra domenica e lunedì è stato tentato un furto (leggi servizio accanto), lungo la strada, c’è il Cippo che ricorda i martiri di San Leopoldo trucidati dai nazisti nel’ 43. A due passi dal Cippo “per non dimenticare” c’è una discarica: eternit, siringhe, laterizi spaccati, rifiuti.

Giovanna Mezzana

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