Sicurezza
Trenta palme perse in pochi mesi: il flagello punteruolo
A Grosseto sporadici episodi fino ad agosto, poi il tracollo
GROSSETO. Venti palme del patrimonio comunale sono state abbattute tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 a Grosseto e frazioni, perché colpite dal punteruolo rosso. E altre dieci cadranno a breve sotto la motosega, per lo stesso motivo.
Una vera strage per il patrimonio di verde pubblico che conta (contava) 500 palme. Fino al 2017 le signore dal verde pennacchio avevano fronteggiato bene l’assalto del terribile insetto, tanto che appena lo scorso 25 agosto il Comune, in una nota ancora visibile sul sito, rivendicava i «risultati importanti» frutto del proprio impegno nel contenimento del punteruolo, parlando di «soltanto due colpite dal pericoloso coleottero» rispetto alle 270 piante pubbliche monitorate e curate con trattamenti preventivi dall’Ente.
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Fino ad allora in tanti anni in cui il punteruolo è attestato nel Grossetano e il Comune ha sempre fatto prevenzione sulle palme (si è partiti con 110 piante, poi 120, 220 e oggi 270), ne sono state abbattute una trentina, secondo dati forniti da Sistema, la partecipata alla quale il Comune di Grosseto ha affidato questo servizio nel 2017. Merito delle iniezioni di prodotti fitoterapici che – secondo il protocollo applicato dalla Gea, la ditta che per anni ha curato le palme cittadine per conto del Comune – prevede una triplice iniezione al mese nel tronco grazie a delle cannule, e “docce” degli stessi prodotti effettuate in maniera più sporadica sulle chiome. Un sistema che ha funzionato per anni. Cosa è successo, dunque, perché tra il 25 agosto 2017 e l’inizio del 2018 ci sia stata questa moria che ha costretto a un’impennata di abbattimenti?
Fabrizio Billi, responsabile della manutenzione e del verde pubblico della società Sistema lo definisce «l’abbattimento più consistente degli ultimi tempi».
«Il problema – spiega Billi – è che l’anno scorso abbiamo avuto una stagione molto calda che ha favorito il proliferare del punteruolo rosso. Inoltre un grosso problema è stato rappresentato dalle palme dei privati, i quali non hanno fatto la prevenzione e hanno lasciato attivo il punteruolo, che è così proliferato». E questo a dispetto dell’invito del Comune di Grosseto a fare i trattamenti di prevenzione del punteruolo sulle palme private. Sollecitazione (ma non un’ordinanza) in tantissimi casi caduta nel vuoto, come è possibile constatare facendo un giro per la città e vedendo le tante palme spelacchiate e abbattute nei giardini privati.
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Le palme del Comune di Grosseto, spiega ancora Billi, sono invece tutte monitorate. «Le canariensis sono la specie maggiormente attaccata – spiega ancora Billi – e vengono trattate ogni mese con il rabbocco di prodotti e nei mesi più caldi anche con la doccia apicale».
Eppure quest’anno i trattamenti sono stati più sporadici rispetto agli precedenti. «Da quando Sistema ha preso in carico il servizio – spiega ancora Billi – sono stati fatti quattro trattamenti, uno ad opera della Gea e tre dalla ditta che ha vinto la nuova gara, la Favilli Rinaldo».
Il servizio è passato a Sistema a giugno e in tutto la spesa per il secondo semestre, per 220 palme, è stata di 7.500 euro, a fronte di importi ben maggiori spesi negli anni precedenti, quando il costo era riferito sì a dodici mesi ma le palme da trattare – almeno fino al 2015 – erano circa la metà.
Ad ogni modo domani i tecnici di Sistema incontreranno i tecnici del servizio Fitosanitario della Regione Toscana per capire la strategia per il 2018.
Intanto, però, Sistema ha dovuto attrezzarsi per gli abbattimenti. «Abbiamo già fatto una piccola gara da mille euro per abbattere tre palme, vinta sempre dalla Favilli», dice il presidente di Sistema Alberto Paolini. «Mentre l’altra gara, per le trenta palme da abbattere tra fine 2017 e inizio 2018, è stata affidata alla ditta Il Pinolo». Questi 30 abbattimenti costeranno 32mila euro più Iva.
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