Finanza
«Stop alle capitozzature»
L’appello di Grosseto al Centro al sindaco dopo l’intervento al Forte San Rocco
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GROSSETO. Il dibattito sulle tecniche più appropriate per potare gli alberi e sull’opportunità o meno di utilizzare la capitozzatura (taglio più o meno radicale dei rami) è aperto da tempo. Nel 2016 sollevò proteste la potatura dei platani di via Senese con questo metodo.
L’ultimo intervento del Comune di Grosseto per ripulire la zona intorno al Forte San Roccoa Marina di Grosseto, qualche giorno fa, riaccende la polemica. Stavolta è l’associazione Grosseto al centro a contestare il trattamento “barba e capelli” riservato alle piante intorno al monumento.
«Un intervento di potatura così drastico può costituire un danno irreversibile per lo sviluppo della pianta e, in futuro, un pericolo per l’incolumità dei passanti e una maggiore spesa per la collettività. Perché?», chiede l’associazione.
«Come confermato da un sempre maggior numero di esperti – dice l’associazione in una nota – la potatura non dovrebbe rimuovere oltre un terzo della massa fotosensibile di una pianta. Qualsiasi taglio costituisce in genere uno choc per essa e ne influenza la struttura dell’apparato radicale, a maggior ragione se vengono tagliati tutti i rami: la pianta sarà maggiormente esposta a malattie e, per sopperire alla crisi energetica, cercherà di sviluppare più velocemente dei rami che cresceranno deboli e a maggior rischio di caduta. Questo comporterà una maggior spesa per i grossetani, oltre che un pericolo per la loro incolumità, poiché la pianta necessiterà di un maggior numero di interventi dell’uomo in futuro». L’associazione cita il regolamento comunale in materia che prevede che «gli interventi di potatura debbono essere mirati a risanare, a contenere o a riformare le chiome degli alberi senza comprometterne l’assetto, la stabilità e lo sviluppo futuro» e definisce la capitozzatura «intervento normalmente da evitare, ma ammesso in situazioni da valutare singolarmente». E ricorda che nel 2017 il Comune ha impegnato 1 milione e 150mila euro a favore di Sistema per la manutenzione e la gestione del verde pubblico comunale.
«Alla luce di queste importanti cifre, riteniamo doverosa da parte dell’amministrazione comunale, nei confronti dei cittadini contribuenti, fare un’analisi costi-benefici sulle modalità di gestione del verde pubblico del nostro comune e renderla pubblica», chiede l’associazione, appellandosi alla sensibilità naturalistica del sindaco perché imprima «una svolta nella gestione del verde pubblico cittadino, abbandonando tali interventi, nocivi e antieconomici, per cominciare a seguire le buone pratiche indicate dagli esperti».
L’ultimo intervento del Comune di Grosseto per ripulire la zona intorno al Forte San Roccoa Marina di Grosseto, qualche giorno fa, riaccende la polemica. Stavolta è l’associazione Grosseto al centro a contestare il trattamento “barba e capelli” riservato alle piante intorno al monumento.
«Un intervento di potatura così drastico può costituire un danno irreversibile per lo sviluppo della pianta e, in futuro, un pericolo per l’incolumità dei passanti e una maggiore spesa per la collettività. Perché?», chiede l’associazione.
«Come confermato da un sempre maggior numero di esperti – dice l’associazione in una nota – la potatura non dovrebbe rimuovere oltre un terzo della massa fotosensibile di una pianta. Qualsiasi taglio costituisce in genere uno choc per essa e ne influenza la struttura dell’apparato radicale, a maggior ragione se vengono tagliati tutti i rami: la pianta sarà maggiormente esposta a malattie e, per sopperire alla crisi energetica, cercherà di sviluppare più velocemente dei rami che cresceranno deboli e a maggior rischio di caduta. Questo comporterà una maggior spesa per i grossetani, oltre che un pericolo per la loro incolumità, poiché la pianta necessiterà di un maggior numero di interventi dell’uomo in futuro». L’associazione cita il regolamento comunale in materia che prevede che «gli interventi di potatura debbono essere mirati a risanare, a contenere o a riformare le chiome degli alberi senza comprometterne l’assetto, la stabilità e lo sviluppo futuro» e definisce la capitozzatura «intervento normalmente da evitare, ma ammesso in situazioni da valutare singolarmente». E ricorda che nel 2017 il Comune ha impegnato 1 milione e 150mila euro a favore di Sistema per la manutenzione e la gestione del verde pubblico comunale.
«Alla luce di queste importanti cifre, riteniamo doverosa da parte dell’amministrazione comunale, nei confronti dei cittadini contribuenti, fare un’analisi costi-benefici sulle modalità di gestione del verde pubblico del nostro comune e renderla pubblica», chiede l’associazione, appellandosi alla sensibilità naturalistica del sindaco perché imprima «una svolta nella gestione del verde pubblico cittadino, abbandonando tali interventi, nocivi e antieconomici, per cominciare a seguire le buone pratiche indicate dagli esperti».
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