Trasporti
«Niente risarcimento se il predatore è un ibrido»
di Fiora Bonelli
Il ministero dell’Agricoltura risponde a un quesito posto dai Pastori d’Italia La presidente: «Dimostra che si ignora il dramma che sta colpendo le aziende»
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GROSSETO. Nessun risarcimento al pastore se la pecora è stata sbranata da un incrocio fra un cane e un lupo. Da un ibrido, insomma. Che, in quanto tale, non ha una “carta d’identità”.
Il timore era nell’aria. Ora la doccia fredda arriva dal ministero dell’Agricoltura. Che a specifica richiesta di risarcimenti per le aziende colpite da predazioni, inoltrata due mesi fa dall’avvocata Elena Pellegrini per conto del Comitato Pastori d’Italia, si è vista rispondere in questi giorni con un rimando alla legge regionale che prevede risarcimenti per danni ad attrezzature, infrastrutture, animali e piante solo se sono causati da animali protetti, fra cui anche il lupo, ma non gli ibridi.
«Praticamente – insorge la presidente del Comitato Mirella Pastorelli – sembra che il ministero dell’Agricoltura sia del tutto ignaro di quello che sta succedendo in Italia per via delle predazioni e snocciola le solite leggi e direttive giocando al rimpallo».
Mirelli si riferisce al fatto che, nella sua risposta all’ulteriore domanda dei pastori di poter abbattere gli ibridi e trasferire i lupi lontano dai territori dei pascoli, il ministero dell’Agricoltura rimanda al ministero dell’Ambiente per chiarimenti, ricordando che proprio quel ministero ha incaricato l’Ispra di realizzare, in collaborazione con l’Unione zoologica italiana, il Piano di conservazione e gestione lupo. Piano ad oggi fermo.
«Noi – sottolinea Pastorelli – al ministero dell’Ambiente ci siamo andati. Il Piano lupo è fermo e nessuno ha intenzione di muoverlo. Siamo stati in Regione e anche lì fanno orecchie da mercante. Per il nostro ministero dieci e più anni di predazioni sono passati invano. Qui nessuno vuole mettere mano alla cosa, senza considerare che ci sarebbero fior di posti di lavoro oggi gettati al vento per via delle predazioni e della chiusura delle aziende. Nessuno pare sapere nulla del dramma dilagante».
Ma quel che più fa arrabbiare il comitato è il passaggio della risposta sui risarcimenti. «Il ministero, come Alice nel paese delle meraviglie – dice Pastorelli – parla di risarcimenti dovuti a danni da parte di specie protette come il lupo. Qui di due l’una: o il ministero non sa che esistono gli ibridi non classificati dalla nostra legislazione o li assimila al lupo». La stessa Pastorelli spiega: «La Regione Toscana risarcisce danni anche per gli attacchi degli ibridi, a patto che si vedano i buchi in gola alle pecore, supponendo che siano segni inequivocabili del lupo e non degli ibridi. Un quadro confuso, sconfortante, di cui nemmeno i ministeri paiono essere a conoscenza. Insomma sono lupi o no? Che ne dobbiamo fare? La distruzione delle aziende è in atto e i nostri ministri non ne sono a conoscenza?».
Il timore era nell’aria. Ora la doccia fredda arriva dal ministero dell’Agricoltura. Che a specifica richiesta di risarcimenti per le aziende colpite da predazioni, inoltrata due mesi fa dall’avvocata Elena Pellegrini per conto del Comitato Pastori d’Italia, si è vista rispondere in questi giorni con un rimando alla legge regionale che prevede risarcimenti per danni ad attrezzature, infrastrutture, animali e piante solo se sono causati da animali protetti, fra cui anche il lupo, ma non gli ibridi.
«Praticamente – insorge la presidente del Comitato Mirella Pastorelli – sembra che il ministero dell’Agricoltura sia del tutto ignaro di quello che sta succedendo in Italia per via delle predazioni e snocciola le solite leggi e direttive giocando al rimpallo».
Mirelli si riferisce al fatto che, nella sua risposta all’ulteriore domanda dei pastori di poter abbattere gli ibridi e trasferire i lupi lontano dai territori dei pascoli, il ministero dell’Agricoltura rimanda al ministero dell’Ambiente per chiarimenti, ricordando che proprio quel ministero ha incaricato l’Ispra di realizzare, in collaborazione con l’Unione zoologica italiana, il Piano di conservazione e gestione lupo. Piano ad oggi fermo.
«Noi – sottolinea Pastorelli – al ministero dell’Ambiente ci siamo andati. Il Piano lupo è fermo e nessuno ha intenzione di muoverlo. Siamo stati in Regione e anche lì fanno orecchie da mercante. Per il nostro ministero dieci e più anni di predazioni sono passati invano. Qui nessuno vuole mettere mano alla cosa, senza considerare che ci sarebbero fior di posti di lavoro oggi gettati al vento per via delle predazioni e della chiusura delle aziende. Nessuno pare sapere nulla del dramma dilagante».
Ma quel che più fa arrabbiare il comitato è il passaggio della risposta sui risarcimenti. «Il ministero, come Alice nel paese delle meraviglie – dice Pastorelli – parla di risarcimenti dovuti a danni da parte di specie protette come il lupo. Qui di due l’una: o il ministero non sa che esistono gli ibridi non classificati dalla nostra legislazione o li assimila al lupo». La stessa Pastorelli spiega: «La Regione Toscana risarcisce danni anche per gli attacchi degli ibridi, a patto che si vedano i buchi in gola alle pecore, supponendo che siano segni inequivocabili del lupo e non degli ibridi. Un quadro confuso, sconfortante, di cui nemmeno i ministeri paiono essere a conoscenza. Insomma sono lupi o no? Che ne dobbiamo fare? La distruzione delle aziende è in atto e i nostri ministri non ne sono a conoscenza?».
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