Sicurezza
Mura imbrattate, denunciati tre minori
di Giulia Sili
Massa Marittima: i ragazzi entrano in una casa e la deturpano. Colti in flagranza, confessano il blitz al monumento
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MASSA MARITTIMA. Sono tutti adolescenti i responsabili dell’atto vandalico ai danni delle antiche mura di Massa Marittima.
Ad individuarli sono stati i carabinieri della tenenza cittadina che venerdì pomeriggio hanno scoperto i tre mentre stavano compiendo un secondo gesto vandalico: si tratta di due ragazzi di sedici anni e di uno di quindici, studenti in scuole superiori del territorio.
Venerdì pomeriggio i tre si sono introdotti in un’abitazione privata in via di ristrutturazione e, forse con le stesse bombolette utilizzate per imbrattare le mura cittadine, hanno iniziato a scrivere sulle pareti di un’abitazione di proprietà di una famiglia milanese.
I ragazzini sono entrati all’interno del cantiere edile scavalcando la recinzione perimetrale e si sono introdotti nell’appartamento. I carabinieri li hanno colti in flagranza di reato e condotti in caserma mettendoli difronte agli elementi investigativi raccolti.
I tre, in presenza dei rispettivi genitori, hanno confessato di essere i responsabili delle scritte sulle mura.
Dall’11 gennaio, giorno in cui è state scoperto l’atto vandalico sulla cinta muraria del 1400, i carabinieri stavano indagando sui giovani del luogo che avrebbero acquistato le bombolette spray in una ferramenta di Massa Marittima. In poco tempo le indagini si sono poi ristrette intorno al gruppo dei tre adolescenti: i militari hanno iniziato a monitorare i loro spostamenti fino a sorprenderli venerdì pomeriggio in flagranza. E adesso sono stati denunciati e dovranno rispondere dei reati di violazione di domicilio e imbrattamento di immobili e cose di interesse storico. Sul quel tratto di mura solo da pochi mesi si era concluso l’ultimo stralcio di restauri costati – soltanto per quel preciso tratto – 100mila euro. «È un gesto gravissimo quello compiuto da questi adolescenti – dice il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini – le Mura sono un patrimonio della comunità e solo da poco erano state restituite alla città in tutta la loro bellezza. Il gesto quindi è peggiore di una semplice bravata fatta da adolescenti. È un gesto di spregio». E adesso il Comune valuterà se costituirsi parte civile: «per azioni come queste ci vuole tolleranza zero e non è giusto che a pagare la pulizia sia la comunità di Massa Marittima – dice Giuntini – è vero che sono minorenni ma anche loro devono prendersi la responsabilità delle loro azioni. Deve arrivare un messaggio di natura educativa importane».
Da qui in poi si apre anche la delicata fase della pulizia, che dovrà essere attentamente valutata da esperti ed enti competenti. Il rischio è che quanto accaduto non possa essere riparato con una semplice pulitura: le mura sono in pietra porosa, materiale che avrà sicuramente assorbito il colore chimico della bomboletta. Forse sarà necessaria una lieve sabbiatura per riportare il tutto allo stato originario e quindi un ulteriore restauro, un lavoro che potrebbe costare diverse migliaia di euro oltre a una notevole trafila burocratica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Ad individuarli sono stati i carabinieri della tenenza cittadina che venerdì pomeriggio hanno scoperto i tre mentre stavano compiendo un secondo gesto vandalico: si tratta di due ragazzi di sedici anni e di uno di quindici, studenti in scuole superiori del territorio.
Venerdì pomeriggio i tre si sono introdotti in un’abitazione privata in via di ristrutturazione e, forse con le stesse bombolette utilizzate per imbrattare le mura cittadine, hanno iniziato a scrivere sulle pareti di un’abitazione di proprietà di una famiglia milanese.
I ragazzini sono entrati all’interno del cantiere edile scavalcando la recinzione perimetrale e si sono introdotti nell’appartamento. I carabinieri li hanno colti in flagranza di reato e condotti in caserma mettendoli difronte agli elementi investigativi raccolti.
I tre, in presenza dei rispettivi genitori, hanno confessato di essere i responsabili delle scritte sulle mura.
Dall’11 gennaio, giorno in cui è state scoperto l’atto vandalico sulla cinta muraria del 1400, i carabinieri stavano indagando sui giovani del luogo che avrebbero acquistato le bombolette spray in una ferramenta di Massa Marittima. In poco tempo le indagini si sono poi ristrette intorno al gruppo dei tre adolescenti: i militari hanno iniziato a monitorare i loro spostamenti fino a sorprenderli venerdì pomeriggio in flagranza. E adesso sono stati denunciati e dovranno rispondere dei reati di violazione di domicilio e imbrattamento di immobili e cose di interesse storico. Sul quel tratto di mura solo da pochi mesi si era concluso l’ultimo stralcio di restauri costati – soltanto per quel preciso tratto – 100mila euro. «È un gesto gravissimo quello compiuto da questi adolescenti – dice il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini – le Mura sono un patrimonio della comunità e solo da poco erano state restituite alla città in tutta la loro bellezza. Il gesto quindi è peggiore di una semplice bravata fatta da adolescenti. È un gesto di spregio». E adesso il Comune valuterà se costituirsi parte civile: «per azioni come queste ci vuole tolleranza zero e non è giusto che a pagare la pulizia sia la comunità di Massa Marittima – dice Giuntini – è vero che sono minorenni ma anche loro devono prendersi la responsabilità delle loro azioni. Deve arrivare un messaggio di natura educativa importane».
Da qui in poi si apre anche la delicata fase della pulizia, che dovrà essere attentamente valutata da esperti ed enti competenti. Il rischio è che quanto accaduto non possa essere riparato con una semplice pulitura: le mura sono in pietra porosa, materiale che avrà sicuramente assorbito il colore chimico della bomboletta. Forse sarà necessaria una lieve sabbiatura per riportare il tutto allo stato originario e quindi un ulteriore restauro, un lavoro che potrebbe costare diverse migliaia di euro oltre a una notevole trafila burocratica.
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