Il Tirreno

Grosseto

«Fanghi di Talamone a Piombino: perché?»

di Ivana Agostini
«Fanghi di Talamone a Piombino: perché?»

TALAMONE. Dragare il porto di Talamone costerà un milione e 100mila euro: 600mila euro saranno messi dalla Regione Toscana, 150mila dal Comune di Orbetello e gli altri 350mila dal consorzio dei...

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TALAMONE. Dragare il porto di Talamone costerà un milione e 100mila euro: 600mila euro saranno messi dalla Regione Toscana, 150mila dal Comune di Orbetello e gli altri 350mila dal consorzio dei concessionari.

Sinistra Italiana a questo proposito, con i suoi due consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti, ha chiesto lumi alla Regione Toscana proponendo un’interrogazione su come verranno spesi i finanziamenti pubblici perché il dragaggio è stato dimezzato e perché i fanghi, invece di essere stoccati in loco e servire per il ripascimento, finiranno a Piombino.

«Finalmente – sostengono da Si – si sta concludendo l’iter che dovrà portare, entro giugno, al dragaggio del porto di Talamone, dopo quattro anni dall’allarme della capitaneria che chiedeva interventi urgenti a tutela della sicurezza della navigazione. Non è però chiara – continuano Sarti e Fattori– la logica alla base delle scelte fatte che rischiano di essere assai parziali, a fronte delle reali problemi dell’area».

Il timore di Sinistra Italiana è che si finisca per «privilegiare una specifica area del porto a beneficio di precisi interessi».

I consiglieri vogliono sapere «perché si è deciso di portare i sedimenti a Piombino anziché stoccarli a Talamone, dove sono stati svolti i campionamenti e se sono state effettuate altre verifiche dopo quelle del 2014, le ultime di cui siamo a conoscenza. Infine la Regione deve spiegare per quale motivo vi sia stata una drastica riduzione sia delle zone oggetto di intervento, sia della quantità di fanghi da rimuovere dai fondali».

Secondo le stime in possesso di Fattori e Sarti «la riduzione è pari alla metà del totale dei fanghi inizialmente previsti. Il progetto prevede precisamente l’escavo di 21 metri cubi di fanghi, limitando tra l’altro l’intervento a parte della sola zona B, mentre il progetto originario del 2014, secondo quanto richiesto dalla capitaneria, riguardava ben 40mila metri cubi per ciascuna delle due zone, la A e la B. Inutile dire che stiamo parlando di come devono essere spesi i soldi pubblici. Con un simile ridimensionamento del progetto, verrà davvero tutelato il diritto alla navigazione per tutti?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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