Il Tirreno

Grosseto

Convento di Santa Chiara «A cosa sarà destinato?»

di Giulia SIli
Convento di Santa Chiara «A cosa sarà destinato?»

Il consigliere Galeotti interroga il sindaco per sapere se, dopo l’addio delle suore, diventerà centro per i migranti. Giuntini: «Con il sistema Sprar è improbabile»

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MASSA MARITTIMA. Da quando suor Pia, suor Margherita e suor Anna hanno lasciato Massa Marittima a luglio nessuno ha più occupato gli spazi del convento se non dei seminaristi che hanno passato lì qualche giorno durante l’estate. E ora c’è chi sospetta che quell’edificio possa diventare un centro di accoglienza per migranti. Il terzo per la città.

Da 76 anni le suore abitavano nel convento di fronte alla torre del Candelieri e gestivano la scuola per l’infanzia Donegani. E vederle andare via è stato un grande dispiacere per la comunità cattolica massetana. La loro scuola per l’infanzia a settembre ha riaperto: al posto delle suore sono arrivate delle maestre e la gestione è passata alla Federazione italiana Scuole materne. Resta però da capire cosa ne sarà degli spazi del convento.

Così il consigliere d’opposizione Gabriele Galeotti ha raccolto le voci che girano in città circa un possibile arrivo di migranti e ha confezionato un’interrogazione: «Interrogo il sindaco per sapere se risponde al vero che gli ambienti del Santa Chiara, già residenza delle sorelle della Misericordia di Verona, siano destinati a diventare un centro di accoglienza migranti. Chiedendo ad oggi chi vanti diritti reali sulla struttura e chi abbia in gestione la medesima».

Il Comune di Massa Marittima però non ha ricevuto alcuna comunicazione: «Si parla del fatto che possa essere stata ceduta alla comunità di Sant’Egidio ma da una visura catastale l’edificio risulta ancora delle sorelle della Misericordia di Verona», spiega il sindaco Marcello Giuntini. L’edificio potrebbe quindi essere stato ceduto ma ancora non registrato regolarmente in conservatoria oppure non aver subito passaggi di alcun tipo. Anche se i seminaristi che in estate hanno trascorso lì alcuni giorni appartenevano proprio alla comunità di Sant’Egidio.

Anche sui profughi nessuna comunicazione: «Nessuno ci ha cercato per dei nuovi progetti suoi profughi», dice Giuntini. Ma dopo l’adesione al progetto Sprar l’ipotesi appare comunque improbabile. Infatti grazie al finanziamento concesso dal Ministero, nei Comuni delle Colline Metallifere i centri di accoglienza diventeranno Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati). Centri che, oltre a fornire vitto e alloggio, dovranno garantire la cosiddetta “seconda accoglienza”, favorendo l’integrazione delle persone già titolari di protezione internazionale. E con il cambio di intestazione cambiano anche i numeri: l’accoglienza sarà infatti di un migrante ogni duecento abitanti e Massa Marittima (8.375 abitanti) potrà ospitare massimo 43 persone, 6 in meno quindi di quante già si trovano all’interno dei centri massetani. «Auspico la trasformazione in Sprar dei centri che già esistono nel comune e ad oggi non vedo perché quel convento dovrebbe diventare un centro di accoglienza», conclude Giuntini.

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