Attenzione
«Servizi sanitari peggiori sull’Amiata»
La giunta regionale informa il consiglio della disparità nell’erogazione. Proteste da Cinigiano
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CINIGIANO. Disequità nell’erogazione dei servizi sanitari a Cinigiano e non solo. Dopo che è stata resa pubblica alcuni giorni fa l’informativa preliminare al consiglio regionale del piano sociosanitario integrato che non dà buone notizie alle zone periferiche di Grosseto, il capogruppo di minoranza di A/gente comune Giovanni Barbagli, ex consigliere regionale e membro della commissione sanità nella legislatura 2000-2005 scrive al presidente della terza commissione sanità della Regione Toscana Stefano Scaramelli denunciando (e non è la prima volta) la disequità delle aree “svantaggiate” come Cinigiano rispetto all’erogazione dei servizi sanitari.
Riferendosi al Piano regionale sociosanitario e in particolare ai primi riferimenti contenuti nell’Informativa preliminare al consiglio regionale Pss integrato regionale 2018 - 2020, Barbagli osserva che a pagina 15 del documento si parla di aree svantaggiate.
«Rilevo che questo gap è ancora una criticità e anzi si sta ancora allargando – dice Barbagli –. Ne consegue che la speranza di vita in queste “aree svantaggiate” è peggiore rispetto al quadro di riferimento regionale. Il territorio del comune dove faccio il consigliere è compreso in queste aree e questa criticità si registra da tempo, vedi il profilo di salute della ex Asl 9 e i dati Ars 2015. Una sconfitta per la politica socio sanitaria per la zona competente e per la stessa Regione Toscana».
Per Barbagli occorre passare dalla costatazione alla assunzione di strategie efficaci. Per questo il consigliere chiede a Scaramelli «di farsi interprete di questa criticità, sostenendo un piano di interventi precisi sulla prevenzione, potenziamento dei servizi ambulatoriali territoriali, risorse finalizzate a migliorare servizi specialistici diagnostici. Insomma le chiedo di contribuire a invertire la tendenza della disequità per i residenti nelle zone dell’Amiata grossetana, della area grossetana e di quella delle Colline Metallifere».
Immediata la risposta di Scaramelli. «Condivido gran parte delle preoccupazioni – dice a Barbagli –. Varie questioni in merito troveranno luogo fin dalla nostra risoluzione collegata all’informativa e nel contempo le svilupperemo nei dettagli nel passaggio in commissione».
Intanto anche a Castel del Piano, dove di recente si sono lamentati disservizi nel ritiro degli esami e nella farmacia dell’ospedale, si è mosso il sindaco Claudio Franci che mercoledì scorso ha incontrato i responsabili dell’Asl Toscana su est per parlare proprio dell’organizzazione e, in particolare, delle modalità di ritiro degli esami da parte dei cittadini. (f.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Riferendosi al Piano regionale sociosanitario e in particolare ai primi riferimenti contenuti nell’Informativa preliminare al consiglio regionale Pss integrato regionale 2018 - 2020, Barbagli osserva che a pagina 15 del documento si parla di aree svantaggiate.
«Rilevo che questo gap è ancora una criticità e anzi si sta ancora allargando – dice Barbagli –. Ne consegue che la speranza di vita in queste “aree svantaggiate” è peggiore rispetto al quadro di riferimento regionale. Il territorio del comune dove faccio il consigliere è compreso in queste aree e questa criticità si registra da tempo, vedi il profilo di salute della ex Asl 9 e i dati Ars 2015. Una sconfitta per la politica socio sanitaria per la zona competente e per la stessa Regione Toscana».
Per Barbagli occorre passare dalla costatazione alla assunzione di strategie efficaci. Per questo il consigliere chiede a Scaramelli «di farsi interprete di questa criticità, sostenendo un piano di interventi precisi sulla prevenzione, potenziamento dei servizi ambulatoriali territoriali, risorse finalizzate a migliorare servizi specialistici diagnostici. Insomma le chiedo di contribuire a invertire la tendenza della disequità per i residenti nelle zone dell’Amiata grossetana, della area grossetana e di quella delle Colline Metallifere».
Immediata la risposta di Scaramelli. «Condivido gran parte delle preoccupazioni – dice a Barbagli –. Varie questioni in merito troveranno luogo fin dalla nostra risoluzione collegata all’informativa e nel contempo le svilupperemo nei dettagli nel passaggio in commissione».
Intanto anche a Castel del Piano, dove di recente si sono lamentati disservizi nel ritiro degli esami e nella farmacia dell’ospedale, si è mosso il sindaco Claudio Franci che mercoledì scorso ha incontrato i responsabili dell’Asl Toscana su est per parlare proprio dell’organizzazione e, in particolare, delle modalità di ritiro degli esami da parte dei cittadini. (f.b.)
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