Sicurezza
sorano, Inchiesta Sangiorgio
Scintille tra MaremmAttiva e la sindaca Benocci
SORANO. MaremmAttiva punta il dito contro la sindaca di Sorano Carla Benocci colpevole, secondo il comitato, di aver «minimizzato deliberatamente» il rischio ambientale legato agli sversamenti dell’a...
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SORANO. MaremmAttiva punta il dito contro la sindaca di Sorano Carla Benocci colpevole, secondo il comitato, di aver «minimizzato deliberatamente» il rischio ambientale legato agli sversamenti dell’azienda Sangiorgio Agricoltura, contestati dalla Procura di Grosseto. Accuse gravissime di fronte alle quali la sindaca non intende tacere e ribatte: «Tutte le segnalazioni ricevute sulla Sangiorgio da parte dei cittadini sono state puntualmente girate a Procura, Arpat e Asl».
La vicenda è quella dell’azienda che produce fertilizzanti da rifiuti organici (letame, tra gli altri) sequestrata dal Noe la scorsa settimana per presunte irregolarità nell’impianto. Per due anni i carabinieri hanno indagato sull’impianto riscontrando presunte difformità rispetto alle autorizzazioni.
Tutto era partito dall’esposto di un privato che ha il terreno confinante con l’azienda, che si trova a San Valentino.
Il comitato MaremmAttiva, in una nota, ricorda di aver più volte segnalato pubblicamente i cattivi odori, lamenta «la sistematica assenza dell’amministrazione di Sorano» da iniziative pubbliche organizzate dal comitato per discutere di temi ambientali (impianti geotermici, a biomasse e la stessa Sangiorgio), si dice «sconvolto» dal fatto che all’indomani del sequestro dell’azienda di San Valentino la sindaca abbia dichiarato che «non ci sono estremi per un’ordinanza a tutela della salute pubblica» e afferma che la sindaca «non ha mai offerto alcun sostegno alle famiglie residenti nei pressi dell’impianto da decenni ammorbate da cattivi odori». Per il comitato «l’amministrazione del Comune di Sorano sembra aver sottovalutato la gravità della situazione che in caso di ampliamento dello scandalo potrebbe addirittura minare il flusso turistico».
Replica Benocci: «Come Comune abbiamo sempre mandato alle autorità competenti le segnalazioni che ci sono arrivate dai cittadini. Abbiamo mandato più volte gli agenti della Municipale a controllare i camion e in questi mesi in cui si sono ripetuti i sopralluoghi del Noe all’azienda ho parlato anche con i carabinieri, ma poiché c’era un’inchiesta in corso non abbiamo potuto avere informazioni».
Benocci rivendica che «la tutela ambientale è per noi fondamentale» e spiega che «un’ordinanza sindacale per la tutela della salute viene fatta se c’è un organo competente che ufficialmente la richiede. Io sono stata informata del sequestro in via informale con una telefonata dei carabinieri; in questo senso dico che non ci sono gli estremi per un provvedimento del genere».
Quanto alle accuse di non aver tutelato chi abita vicino all’azienda, Benocci ricorda che «il Comune ha fatto il possibile per tutelare i privati, anche negando alla Sangiorgio agricoltura l’accesso agli atti quando la società chiese di avere copia dell’esposto presentato dai confinanti. Purtroppo la società ha fatto ricorso al Tar che a gennaio 2017 le ha dato ragione».
La sindaca mette in guardia sul fatto che i cattivi odori, in questo periodo, possono farsi più pungenti. «L’azienda è ferma ma al suo interno ci sono materiali che vanno trattati – spiega Benocci –. So che gli operai sperano di poter ottenere di accedere all’interno almeno per trattare il materiale organico residuo». Ad ogni modo ci sono 12 persone ad oggi a casa e per di più senza ammortizzatori sociali, non previsti in questi casi. «Ribadisco loro la mia solidarietà. Ho in previsione di incontrare la proprietà e i sindacati». (f.f.)
La vicenda è quella dell’azienda che produce fertilizzanti da rifiuti organici (letame, tra gli altri) sequestrata dal Noe la scorsa settimana per presunte irregolarità nell’impianto. Per due anni i carabinieri hanno indagato sull’impianto riscontrando presunte difformità rispetto alle autorizzazioni.
Tutto era partito dall’esposto di un privato che ha il terreno confinante con l’azienda, che si trova a San Valentino.
Il comitato MaremmAttiva, in una nota, ricorda di aver più volte segnalato pubblicamente i cattivi odori, lamenta «la sistematica assenza dell’amministrazione di Sorano» da iniziative pubbliche organizzate dal comitato per discutere di temi ambientali (impianti geotermici, a biomasse e la stessa Sangiorgio), si dice «sconvolto» dal fatto che all’indomani del sequestro dell’azienda di San Valentino la sindaca abbia dichiarato che «non ci sono estremi per un’ordinanza a tutela della salute pubblica» e afferma che la sindaca «non ha mai offerto alcun sostegno alle famiglie residenti nei pressi dell’impianto da decenni ammorbate da cattivi odori». Per il comitato «l’amministrazione del Comune di Sorano sembra aver sottovalutato la gravità della situazione che in caso di ampliamento dello scandalo potrebbe addirittura minare il flusso turistico».
Replica Benocci: «Come Comune abbiamo sempre mandato alle autorità competenti le segnalazioni che ci sono arrivate dai cittadini. Abbiamo mandato più volte gli agenti della Municipale a controllare i camion e in questi mesi in cui si sono ripetuti i sopralluoghi del Noe all’azienda ho parlato anche con i carabinieri, ma poiché c’era un’inchiesta in corso non abbiamo potuto avere informazioni».
Benocci rivendica che «la tutela ambientale è per noi fondamentale» e spiega che «un’ordinanza sindacale per la tutela della salute viene fatta se c’è un organo competente che ufficialmente la richiede. Io sono stata informata del sequestro in via informale con una telefonata dei carabinieri; in questo senso dico che non ci sono gli estremi per un provvedimento del genere».
Quanto alle accuse di non aver tutelato chi abita vicino all’azienda, Benocci ricorda che «il Comune ha fatto il possibile per tutelare i privati, anche negando alla Sangiorgio agricoltura l’accesso agli atti quando la società chiese di avere copia dell’esposto presentato dai confinanti. Purtroppo la società ha fatto ricorso al Tar che a gennaio 2017 le ha dato ragione».
La sindaca mette in guardia sul fatto che i cattivi odori, in questo periodo, possono farsi più pungenti. «L’azienda è ferma ma al suo interno ci sono materiali che vanno trattati – spiega Benocci –. So che gli operai sperano di poter ottenere di accedere all’interno almeno per trattare il materiale organico residuo». Ad ogni modo ci sono 12 persone ad oggi a casa e per di più senza ammortizzatori sociali, non previsti in questi casi. «Ribadisco loro la mia solidarietà. Ho in previsione di incontrare la proprietà e i sindacati». (f.f.)
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