La manifestazione
la difesa della principale imputata
«Marzocchi pronta a risarcire»
Le parti civili si dicono soddisfatte: «Giustizia è fatta»
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GROSSETO. «Qualche comportamento non consono era stato tenuto, questo è innegabile. Ma la vicenda è stata ricondotta su binari di ragionevolezza. Una pena di due anni può essere considerata eccessiva, devo dire: ma accettabile». Riccardo Lottini, difensore di Azzurra Marzocchi, si dice soddisfatto al termine del procedimento, anche se si riserva di presentare appello.
Aggiunge il codifensore Diego Innocenti: «Non si può gioire per una sentenza che comporti una condanna, anche se questa, bisogna riconoscere, ha il pregio di ridimensionare notevolmente una vicenda che, in un primo momento, poteva apparire di ben altra gravità. La pronuncia è sostanzialmente in linea con le richieste di questa difesa e, almeno sotto il profilo della pena, con la proposta di patteggiamento presentata in fase d’indagine a cui tanto strenuamente si erano opposti alcuni genitori. La signora Marzocchi, che certamente non svolgerà mai più la professione di educatrice, intende risarcire i danni cagionati alle famiglie che, tuttavia, potranno essere eventualmente quantificati soltanto in sede civile».
Solo poche parole da parte dell’avvocato Roberto Cerboni (per Manuela Seggiani), che spiega in sostanza di volersi riservare l’esame delle motivazioni. Gli avvocati Carlo Valle e Angela Porcelli (per Mori e Berti) mettono l’accento sul fatto che «le richieste del pm erano state molto equilibrate e giusta era stata la critica all’esposizione mediatica di questa vicenda. Per la nostre assistite, per la verità, pensavamo e speravamo in un’assoluzione, anche perché non erano state raggiunte da misure cautelari. Leggeremo comunque con attenzione le motivazioni».
Parla anche l’avvocato Alessandro Antichi, che rappresenta il gruppo più numeroso (22 famiglie) delle parti civili presenti in questo procedimento: «Al di là dell’atteggiamento ondivago della Procura, che prima aveva offerto materiale per una spettacolarizzazione della vicenda e poi si era lamentata che il processo si facesse in piazza, devo dire che siamo rimasti molto soddisfatti. Molto soddisfatti perché il Tribunale è riuscito a gestire un processo complicato come questo in appena due anni». C’è un però: «Sì, perché la pena non ci sembra adeguata. È vero che i 2 anni sono il frutto della scelta del rito abbreviato, che comporta la riduzione di un terzo, e dunque la pena sarebbe stata tre anni, però, ripeto, non ci sembra adeguata». Scrive l’avvocato Federica Ambrogi: «Giustizia è fatta». E aggiunge che il giudice civile dovrà valutare anche «i danni patrimoniali e all’immagine subìti dal Comune di Grosseto e quelli per la lesione degli scopi sociali perseguiti statutariamente dall’Ente tra i quali la tutela dell’infanzia». (p. s.)
Aggiunge il codifensore Diego Innocenti: «Non si può gioire per una sentenza che comporti una condanna, anche se questa, bisogna riconoscere, ha il pregio di ridimensionare notevolmente una vicenda che, in un primo momento, poteva apparire di ben altra gravità. La pronuncia è sostanzialmente in linea con le richieste di questa difesa e, almeno sotto il profilo della pena, con la proposta di patteggiamento presentata in fase d’indagine a cui tanto strenuamente si erano opposti alcuni genitori. La signora Marzocchi, che certamente non svolgerà mai più la professione di educatrice, intende risarcire i danni cagionati alle famiglie che, tuttavia, potranno essere eventualmente quantificati soltanto in sede civile».
Solo poche parole da parte dell’avvocato Roberto Cerboni (per Manuela Seggiani), che spiega in sostanza di volersi riservare l’esame delle motivazioni. Gli avvocati Carlo Valle e Angela Porcelli (per Mori e Berti) mettono l’accento sul fatto che «le richieste del pm erano state molto equilibrate e giusta era stata la critica all’esposizione mediatica di questa vicenda. Per la nostre assistite, per la verità, pensavamo e speravamo in un’assoluzione, anche perché non erano state raggiunte da misure cautelari. Leggeremo comunque con attenzione le motivazioni».
Parla anche l’avvocato Alessandro Antichi, che rappresenta il gruppo più numeroso (22 famiglie) delle parti civili presenti in questo procedimento: «Al di là dell’atteggiamento ondivago della Procura, che prima aveva offerto materiale per una spettacolarizzazione della vicenda e poi si era lamentata che il processo si facesse in piazza, devo dire che siamo rimasti molto soddisfatti. Molto soddisfatti perché il Tribunale è riuscito a gestire un processo complicato come questo in appena due anni». C’è un però: «Sì, perché la pena non ci sembra adeguata. È vero che i 2 anni sono il frutto della scelta del rito abbreviato, che comporta la riduzione di un terzo, e dunque la pena sarebbe stata tre anni, però, ripeto, non ci sembra adeguata». Scrive l’avvocato Federica Ambrogi: «Giustizia è fatta». E aggiunge che il giudice civile dovrà valutare anche «i danni patrimoniali e all’immagine subìti dal Comune di Grosseto e quelli per la lesione degli scopi sociali perseguiti statutariamente dall’Ente tra i quali la tutela dell’infanzia». (p. s.)
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