Il Tirreno

Grosseto

La mozione antifascista passa ma con “revisione”

di Giulia Sili
La mozione antifascista passa ma con “revisione”

Gavorrano: via libera del consiglio comunale alla richiesta dell’Anpi di tutelare i valori della Resistenza, ma un punto viene stralciato. Barbi: «Che rammarico» 

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GAVORRANO. È stato il capogruppo di maggioranza William Capra ad accogliere l’appello fatto dall’Anpi gavorranese: «Oggi più che mai è fondamentale condannare le ideologie nazi-fasciste che stanno riprendendo campo – aveva detto il consigliere – soprattutto tra i giovani». La mozione di indirizzo politico-amministrativo sui valori della resistenza antifascista e sui principi della costituzione repubblicana era stata approvata all’unanimità durante l’ultimo consiglio comunale. Anzi, tanto era stato l’interesse per l’argomento che la mozione presentata dal capogruppo era stata fatta passare come una mozione del consiglio. C’è però un “ma”.

La mozione impegna il sindaco e la giunta a promuovere iniziative culturali in collaborazione con le scuole e nei luoghi di aggregazione affinché sia mantenuta la memoria storica della Resistenza e della lotta di Liberazione; chiede poi la valorizzare delle iniziative che consentano di portare all’attenzione dei cittadini, e in particolare dei giovani, il problema dei nuovi fascismi. C’è un però: non è stato approvato il punto 4 della mozione. Punto in cui si chiedeva «di dare mandato alle competenti direzioni comunali di adeguare i regolamenti comunali (ad esempio l’occupazione del suolo pubblico, la concessione di spazi e le sale comunali) per includere, al momento della richiesta di autorizzazione, una dichiarazione esplicita di riconoscimento dei valori democratici espressi nella Costituzione italiana e nello statuto comunale».

Il punto non avrebbe trovato accoglimento per problemi esecutivi. Chiunque avesse fatto richiesta di suolo pubblico all’interno del Comune avrebbe dovuto rilasciare una dichiarazione di antifascismo. Lo stesso sarebbe valso per chi avesse presentato un permesso a costruire: anche lui avrebbe dovuto rilasciare una dichiarazione di antifascismo. Insomma, il punto è stato letto come una complicazione dei procedimenti.

Tale “revisione” non è piaciuta al presidente dell’Anpi Gavorrano Leo Barbi che sostiene che la stesso documento è stato approvato in tantissimi Comuni che non hanno omesso il punto 4: «La mozione è stata suggerita dall’Anpi nazionale – dice Barbi – io l’ho proposta a livello comunale ed il consigliere Capra l’ha portata in consiglio. Non capisco perché sia sorta una questione intorno al punto 4. Il documento è stato approvato nelle maggiori città italiane così come è stato presentato, senza modifiche. Ultima Pisa. Dispiace vedere che a Gavorrano si debbano fare delle storie per una proposta del genere». È un rammarico che ha tolto l’entusiasmo iniziale: «Sono favorevole a quanto approvato in consiglio – conclude – ma anche dispiaciuto per la modifica».

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