Sicurezza
Caso Marsella, il Comune vince in Cassazione
di Paola Villani
Follonica: niente maxirisarcimento agli ex proprietari dei terreni su cui sorge via Golino. Ma non finisce qui
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FOLLONICA. Si scrive un’altra pagina del caso Marsella e del lungo contenzioso tra l’amministrazione comunale e i vecchi proprietari dei terreni su cui è stata costruita via Golino. La notizia era passata sotto traccia eppure l’amministrazione comunale, più di un anno fa, ha ottenuto una sentenza che ha “salvato” le casse pubbliche da quello che poteva essere un considerevole esborso: la Cassazione ha infatti confutato la decisione del tribunale precedente che prevedeva da parte del Comune di Follonica un risarcimento di un milione e 200mila euro alla famiglia Marsella.
La decisione della Corte suprema non è stata divulgata: forse perché ci sono ancora dei contenziosi aperti, tra cui il secondo filone di giudizio relativo a un risarcimento richiesto dalla famiglia – molto più basso rispetto all’altro – oggi finito di fronte alla Cassazione per volontà dei ricorrenti, perché la cifra stimata dal Consiglio di Stato è stata ritenuta di poco conto rispetto alle richiesta.
Molti follonichesi si ricorderanno che fino alla fine degli anni’90, dove oggi c’è via Golino c’erano dei terreni. Per costruire la nuova arteria che ha collegato la stazione ferroviaria a via Roma, quindi al centro cittadino, nel 1996 il Comune di Follonica espropriò dei terreni di proprietà della famiglia Marsella. L’operazione è stata seguita dalla richiesta di un maxi risarcimento da parte degli ex proprietari motivato dal fatto che quell’area poteva diventare edificabile e quindi avrebbe avuto un valore maggiore di quello stimato.
Il terreno in fase di esproprio venne valutato come agricolo, perché non dotato di permessi di urbanizzazione, pur essendo circondato da edifici. La Corte d’Appello nel 2011 ha obbligato il Comune a versare un milione e 200mila euro alla Cassa Depositi e Prestiti, come cauzione per un possibile risarcimento danni. Da lì la causa si è arenata: morto il capostipite della famiglia, il contenzioso è rimasto congelato per anni, poi nel 2016 la Cassazione ha ribaltato nuovamente la precedente decisione liberando il Municipio del golfo dall’obbligo di versare quel milione e 200mila euro.
Ancora non è dato sapere come proseguirà la vicenda: fa riflettere la decisione dell’amministrazione comunale di non divulgare il risultato ottenuto in Cassazione, forse in vista di un possibile accordo tra le parti che potrebbe chiudere la situazione. C’è infatti un’altra causa in corso, sempre relativa a quei terreni.
Tra gli atti del Comune in questi giorni è stata pubblicata una determina, in cui si legge che il risarcimento stavolta è di circa 110mila euro. «Vista la sentenza della Corte d’appello di Firenze relativa al procedimento di espropriazione e d’occupazione dei terreni sede dell’attuale via Golino, di proprieta di Alessandro Marsella (II stralcio) – si legge – Dato atto che tale sentenza ha determinato in complessivi 109. 438, 49 euro l’indennità e che la stessa è stata impugnata dal Comune di Follonica alla Suprema Corte di Cassazione, e che per tanto occorre procedere alla sua registrazione, determina di impegnare 2. 071 euro, in favore dell’economo comunale affinché proceda al pagamento della tassa di registrazione della sentenza».
La decisione della Corte suprema non è stata divulgata: forse perché ci sono ancora dei contenziosi aperti, tra cui il secondo filone di giudizio relativo a un risarcimento richiesto dalla famiglia – molto più basso rispetto all’altro – oggi finito di fronte alla Cassazione per volontà dei ricorrenti, perché la cifra stimata dal Consiglio di Stato è stata ritenuta di poco conto rispetto alle richiesta.
Molti follonichesi si ricorderanno che fino alla fine degli anni’90, dove oggi c’è via Golino c’erano dei terreni. Per costruire la nuova arteria che ha collegato la stazione ferroviaria a via Roma, quindi al centro cittadino, nel 1996 il Comune di Follonica espropriò dei terreni di proprietà della famiglia Marsella. L’operazione è stata seguita dalla richiesta di un maxi risarcimento da parte degli ex proprietari motivato dal fatto che quell’area poteva diventare edificabile e quindi avrebbe avuto un valore maggiore di quello stimato.
Il terreno in fase di esproprio venne valutato come agricolo, perché non dotato di permessi di urbanizzazione, pur essendo circondato da edifici. La Corte d’Appello nel 2011 ha obbligato il Comune a versare un milione e 200mila euro alla Cassa Depositi e Prestiti, come cauzione per un possibile risarcimento danni. Da lì la causa si è arenata: morto il capostipite della famiglia, il contenzioso è rimasto congelato per anni, poi nel 2016 la Cassazione ha ribaltato nuovamente la precedente decisione liberando il Municipio del golfo dall’obbligo di versare quel milione e 200mila euro.
Ancora non è dato sapere come proseguirà la vicenda: fa riflettere la decisione dell’amministrazione comunale di non divulgare il risultato ottenuto in Cassazione, forse in vista di un possibile accordo tra le parti che potrebbe chiudere la situazione. C’è infatti un’altra causa in corso, sempre relativa a quei terreni.
Tra gli atti del Comune in questi giorni è stata pubblicata una determina, in cui si legge che il risarcimento stavolta è di circa 110mila euro. «Vista la sentenza della Corte d’appello di Firenze relativa al procedimento di espropriazione e d’occupazione dei terreni sede dell’attuale via Golino, di proprieta di Alessandro Marsella (II stralcio) – si legge – Dato atto che tale sentenza ha determinato in complessivi 109. 438, 49 euro l’indennità e che la stessa è stata impugnata dal Comune di Follonica alla Suprema Corte di Cassazione, e che per tanto occorre procedere alla sua registrazione, determina di impegnare 2. 071 euro, in favore dell’economo comunale affinché proceda al pagamento della tassa di registrazione della sentenza».
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