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Striscione contro l’Anpi LeU: «Sono solo sciocchezze»
GROSSETO. Blocco Studentesco ha affisso uno striscione contro la presenza dell’Anpi all’assemblea per i 70 anni della Costituzione. Lo ha esposto sulla cancellata dell’Istituto Fossombroni di via...
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GROSSETO. Blocco Studentesco ha affisso uno striscione contro la presenza dell’Anpi all’assemblea per i 70 anni della Costituzione. Lo ha esposto sulla cancellata dell’Istituto Fossombroni di via Sicilia, contestando la scelta delle autorità scolastiche: Blocco Studentesco, associazione giovanile che fa capo a CasaPound partito neofascista, avrebbe preferito giustici, avvocati o studiosi del diritto e della Carta. «Ci chiediamo pertanto a quale titolo l’Anpi sia stata invitata per parlare di Costituzione». E nello striscione parla di “finti partigiani”.
All’iniziativa e al comunicato giunto agli organi di informazione risponde Liberi e Uguali Grosseto. Che lancia anche un appello al sindaco. «A parlare di costituzione a Grosseto c’era Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi - scrive LeU - Chi meglio di un uomo che, rischiando la propria vita da partigiano, ha consentito che la costituzione stessa potesse esistere? Questi ragazzi poco informati e, evidentemente, ispirati da adulti che sui libri hanno passato ancora meno tempo di loro, avrebbero bisogno di leggere di più e scrivere meno sciocchezze, specialmente se poi intendono attaccarle a una ringhiera».
«Parlare poi di “finti partigiani” parlando di Smuraglia - prosegue Liberi e Uguali - vuol dire non essersi neanche presi la briga di cercarne il nome su Wikipedia, sarebbe infatti stato sufficiente un minuto per sapere dove e quando ha combattuto. Come, peraltro, sarebbe bastato per scoprire che oltre a essere un partigiano verissimo è anche stato un giurista, avvocato e docente universitario di assoluto valore, proprio la categoria di persona che (secondo loro) avrebbe dovuto parlare al posto suo. Se questo ulteriore rigurgito fascisteggiante è fonte di amarezza per chiunque abbia a cuore non solo la costituzione, ma la stessa Repubblica Italiana nata dalla resistenza e dal sacrificio di tanti patrioti che sono morti per liberarla, non può essere una sorpresa. La manovra di sdoganamento del fascismo (e dei fascisti) è in atto in questa città ormai da tempo fra ronde, striscioni e carnevalate davanti alla prefettura senza che nessuna istituzione cittadina abbia fatto o detto nulla a riguardo. In tutto questo il sindaco, che doveva essere civico e per l’amore universale, non è ancora riuscito a trovare la giusta occasione per definirsi antifascista. Immagino che non ci riesca neanche stavolta».
«Chi ogni anno indossa la fascia tricolore, che della repubblica antifascista è il simbolo più alto, per commemorarne le vittime innocenti avrebbe perlomeno il dovere di dirci da che parte sta. Con l’Anpi o con i fascisti?»
All’iniziativa e al comunicato giunto agli organi di informazione risponde Liberi e Uguali Grosseto. Che lancia anche un appello al sindaco. «A parlare di costituzione a Grosseto c’era Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi - scrive LeU - Chi meglio di un uomo che, rischiando la propria vita da partigiano, ha consentito che la costituzione stessa potesse esistere? Questi ragazzi poco informati e, evidentemente, ispirati da adulti che sui libri hanno passato ancora meno tempo di loro, avrebbero bisogno di leggere di più e scrivere meno sciocchezze, specialmente se poi intendono attaccarle a una ringhiera».
«Parlare poi di “finti partigiani” parlando di Smuraglia - prosegue Liberi e Uguali - vuol dire non essersi neanche presi la briga di cercarne il nome su Wikipedia, sarebbe infatti stato sufficiente un minuto per sapere dove e quando ha combattuto. Come, peraltro, sarebbe bastato per scoprire che oltre a essere un partigiano verissimo è anche stato un giurista, avvocato e docente universitario di assoluto valore, proprio la categoria di persona che (secondo loro) avrebbe dovuto parlare al posto suo. Se questo ulteriore rigurgito fascisteggiante è fonte di amarezza per chiunque abbia a cuore non solo la costituzione, ma la stessa Repubblica Italiana nata dalla resistenza e dal sacrificio di tanti patrioti che sono morti per liberarla, non può essere una sorpresa. La manovra di sdoganamento del fascismo (e dei fascisti) è in atto in questa città ormai da tempo fra ronde, striscioni e carnevalate davanti alla prefettura senza che nessuna istituzione cittadina abbia fatto o detto nulla a riguardo. In tutto questo il sindaco, che doveva essere civico e per l’amore universale, non è ancora riuscito a trovare la giusta occasione per definirsi antifascista. Immagino che non ci riesca neanche stavolta».
«Chi ogni anno indossa la fascia tricolore, che della repubblica antifascista è il simbolo più alto, per commemorarne le vittime innocenti avrebbe perlomeno il dovere di dirci da che parte sta. Con l’Anpi o con i fascisti?»
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