Il Tirreno

Grosseto

Il ministero diffida Costa Crociere

di Ivana Agostini
Il ministero diffida Costa Crociere

La società ha tempo 15 giorni per riprendere i lavori di pulizia dei fondali sull’isola: si cerca un accordo con Micoperi

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ISOLA DEL GIGLIO. La compagnia di navigazione Costa Crociere è stata diffidata ufficialmente dal Ministero dell’ambiente in merito alla questione riguardante la pulizia dei fondali dell’isola del Giglio. La diffida inviata dall’Avvocatura di Stato di Firenze sarebbe arrivata a Costa due giorni fa: la conferma dell’invito formale rivolto a Costa di riprendere la bonifica dei fondali sui quali si era riversato il materiale uscito dalla nave Costa Concordia durante il naufragio del 13 gennaio 2012 e durante tutte le operazione successive che hanno impedito alla nave di sprofondare e di essere rimessa in piedi, arriva dalla sottosegretaria all’ambiente Silvia Velo.

La diffida. La direzione generale per la Protezione della Natura e del Mare che fa capo al Ministero dell’ambiente, dopo che Micoperi 30, incaricata da Costa Crociere di realizzare la bonifica dei fondali, aveva abbandonato l’isola del Giglio smantellando il cantiere il 30 novembre 2017, aveva invitato a sollecitare la ripresa dei lavori.

Un invito che è però rimasto senza esito.

Per questo motivo il Ministero dell’Ambiente aveva, nelle scorse settimane, comunicato a Costa che avrebbe attivato l’Avvocatura dello Stato per adire alle vie legali. I lavori però, nonostante le sollecitazioni bonarie del Ministero, non sono ripresi. Per questo, dato che il fermo dei lavori rappresenta un sicuro allungamento dei tempi di bonifica, il Ministero ha invitato formalmente Costa a riprendere al più presto le opere di bonifica, anche, eventualmente, dando l’incarico della pulizia e del successivo ripristino a un’altra società, nel caso in cui non sia possibile un accordo con Micoperi.

Il Ministero però non si ferma qui. Se i lavori non dovessero riprendere il via fra 15 giorni, che sono iniziati a decorrere dalla notifica della diffida (quindi dal 16 gennaio), il Ministero dell’ambiente e della tutela del mare e del territorio provvederà ad agire in via amministrativa e giudiziaria. Pulizia dei fondali. Costa Crociere è stata condannata alla riparazione del danno causato all’isola del Giglio dal naufragio della Concordia. Costa deve, quindi, non solo bonificare ma anche ripristinare i fondali.

I lavori di ripulitura sono stati affidati dalla Costa alla ditta Micoperi, la stessa che ha rimesso in piedi la Concordia permettendole di navigare fino a Genova dove è stata smantellata.

A fine novembre però c’è stato un colpo do scena che ha lasciato tutti senza parole.

A poche settimane dall’ultimazione della bonifica, Micoperi ha smantellato il cantiere e lasciato l’isola del Giglio per ormeggiarsi in rada a Porto Santo Stefano. Una decisione che è stata come una doccia fredda per tutti, amministrazione e gigliesi che già pregustavano la parola fine a una vicenda che rimarrà per sempre nei cuori e negli occhi degli abitanti del Giglio.

Il Ministero, il 21 dicembre 2017, dopo un sopralluogo effettuato dal Reparto ambientale marino nell’area di cantiere, ha accertato che ogni intervento era stato sospeso. Per questo ha deciso di disporre che Micoperi non possa lasciare il mare di Porto Santo Stefano. In pratica Micoperi non si può allontanare fino a che il Ministero non darà l’autorizzazione. Fatto sta che Micoperi è in rada, e Costa non ha provveduto a risolvere le questioni che starebbero alla base dell’allontanamento dall’isola di Micoperi e di conseguenza i fondali sono sempre lì che aspettano di essere bonificati.

Spiragli. Sembrava, nelle scorse settimane che la questione potesse risolversi e i lavori riprendere ma, vista la mossa del Ministero sembra che gli spiragli siano stati oscurati. Ministero. Il Ministero sulla situazione non ha intenzione di transigere. «Non intendiamo abbassare neppure per un attimo l’attenzione sulla necessità si recuperare i fondali del Giglo – dice la sottosegretaria Silvia Velo – Non tollereremo ritardi rispetto a quanto stabilito».

Costa Crociere. Dal canto suo Costa ha degli obblighi ben precisi ed è stata messa alle strette dal Ministero con la diffida dei giorni scorsi. «Micoperi 30 e le maestranze – precisa Costa – si trovano attualmente nell’area di Porto Santo Stefano ma non sono operativi sull’isola del Giglio per problemi al di fuori della sfera di controllo di Costa. L’impegno della compagnia rimane fermo nel completare le residue operazioni di ripristino del fondale nel più breve tempo possibile».

Ora si aspettano le ulteriori mosse da parte di tutte le parti in causa. Nel frattempo, mentre i fondali continuano ad aspettare, Costa a l’amministrazione del Giglio sembra si siano accordati su una proposta di compensazione il cui protocollo di intesa dovrebbe essere stato approvato in un consiglio comunale a porte chiuse. Il valore della compensazione è di 3 milioni di euro.

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