Il Distretto rurale è realtà In arrivo i finanziamenti
di Gabriele Baldanzi
La Regione battezza il progetto-pilota che sarà presentato a Roma a fine mese. Sani: «Per le aziende si aprono chance di ottenere contributi e credito agevolato»
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO . Il Distretto rurale della Toscana del Sud è stato riconosciuto dalla Regione. Comprende diversi comuni della provincia di Grosseto, alcuni di Siena, Livorno e Arezzo. Ben trentotto i soggetti sottoscrittori, con capofila la Camera di commercio della Maremma e del Tirreno. Obiettivo finale, valorizzare e sostenere le produzioni agricole locali. Per quanto riguarda il nostro territorio, del Distretto fanno parte 14 comuni, 3 unioni dei comuni e la Provincia di Grosseto. «È una grande occasione per più motivi – spiega Luca Sani, deputato del Pd e presidente della XIII commissione agricoltura della Camera – Per esempio, a breve, grazie al comma 291 dell’articolo 1 della recente legge di bilancio, il distretto agricolo potrà diventare anche Distretto del Cibo, saldando la produzione agricola direttamente al consumo, coinvolgendo esercizi commerciali di prossimità, anche in forma associata, compresi i ristoranti. In questo caso, le risorse a disposizione sono 40 milioni di euro nel triennio».
Ma cos’è esattamente il Distretto? Nelle intenzioni dell’assessorato regionale all’agricoltura, rappresenta una sorta di progetto pilota da estendere successivamente ad altre aree della Toscana e si rivolge alle imprese che operano nei settori del comparto (cereali, vino, zootecnia, itticoltura, lattiero-caseario, florovivaismo) in modo da attrarre risorse ministeriali. A fine gennaio il progetto verrà presentato al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Il riconoscimento da parte della Regione è il coronamento di un percorso di condivisione che ha coinvolto istituzioni, organizzazioni professionali e imprese. «Ora – commenta il capogruppo Pd i Regione, Leonardo Marras – siamo pronti per partecipare al bando del ministero delle politiche agricole. Come ho sottolineato in più occasioni, si tratta di una grande occasione per il territorio. Come gruppo Pd continueremo a impegnarci per portare avanti questo progetto, forti anche dell’entusiasmo con cui imprese e amministrazioni locali hanno aderito».
Sulla stessa lunghezza d’onda Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno. «Si tratta di un primo importante risultato, raggiunto in tempi strettissimi. A mio avviso un momento storico, che potrà aprire alla possibilità di avere concreti finanziamenti a livello nazionale, in grado di dare una spinta propulsiva verso l’innovazione e la strutturazione agroindustriale».
Ed ecco che Sani mette in calendario una data importante: «A partire dal 29 gennaio le aziende agricole della provincia di Grosseto – annuncia – potranno partecipare al bando del ministero dell’agricoltura che finanzia i contratti di distretto. Si aprono nuove opportunità, perché ci sono nuove misure che consentono di ottenere contributi in conto capitale o finanziamenti agevolati su spese ammissibili da un valore compreso tra 4 a 50 milioni di euro, per investimenti, tra gli altri, nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli».
Ora spetta al tessuto produttivo e a quello istituzionale costruire un contratto di distretto competitivo, che valorizzi la variegata vocazioni agricola della Maremma. L’auspicio è che emerga una progettualità diffusa sul territorio.
Ma cos’è esattamente il Distretto? Nelle intenzioni dell’assessorato regionale all’agricoltura, rappresenta una sorta di progetto pilota da estendere successivamente ad altre aree della Toscana e si rivolge alle imprese che operano nei settori del comparto (cereali, vino, zootecnia, itticoltura, lattiero-caseario, florovivaismo) in modo da attrarre risorse ministeriali. A fine gennaio il progetto verrà presentato al ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.
Il riconoscimento da parte della Regione è il coronamento di un percorso di condivisione che ha coinvolto istituzioni, organizzazioni professionali e imprese. «Ora – commenta il capogruppo Pd i Regione, Leonardo Marras – siamo pronti per partecipare al bando del ministero delle politiche agricole. Come ho sottolineato in più occasioni, si tratta di una grande occasione per il territorio. Come gruppo Pd continueremo a impegnarci per portare avanti questo progetto, forti anche dell’entusiasmo con cui imprese e amministrazioni locali hanno aderito».
Sulla stessa lunghezza d’onda Riccardo Breda, presidente della Camera di commercio della Maremma e del Tirreno. «Si tratta di un primo importante risultato, raggiunto in tempi strettissimi. A mio avviso un momento storico, che potrà aprire alla possibilità di avere concreti finanziamenti a livello nazionale, in grado di dare una spinta propulsiva verso l’innovazione e la strutturazione agroindustriale».
Ed ecco che Sani mette in calendario una data importante: «A partire dal 29 gennaio le aziende agricole della provincia di Grosseto – annuncia – potranno partecipare al bando del ministero dell’agricoltura che finanzia i contratti di distretto. Si aprono nuove opportunità, perché ci sono nuove misure che consentono di ottenere contributi in conto capitale o finanziamenti agevolati su spese ammissibili da un valore compreso tra 4 a 50 milioni di euro, per investimenti, tra gli altri, nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli».
Ora spetta al tessuto produttivo e a quello istituzionale costruire un contratto di distretto competitivo, che valorizzi la variegata vocazioni agricola della Maremma. L’auspicio è che emerga una progettualità diffusa sul territorio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
