Sicurezza
Sparisce il defibrillatore di viale Italia
Il dispositivo era installato vicino al circolo velico: ha un numero identificativo, non può essere venduto
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FOLLONICA. Rubato il defibrillatore posizionato in viale Italia all’altezza del circolo velico. E così quello che tutti speravano non accadesse è accaduto.
La sensibilizzazione sull’argomento e gli appelli durante la presentazione del progetto non sono serviti. Neppure è servito il fatto che quel dispositivo sia stato messo lì per salvare vite umane. Nulla. Così come nulla potrà essere ricavato da quel furto: il Dae (Defibrillatore automatico esterno) in questione, come gli altri in città, ha un numero identificativo ed è collegato alla centrale del servizio sanitario d’emergenza. Uno spregio? Un atto di puro vandalismo? Forse. Tanto che chi se n’è accorto ha cercato nelle pinete vicine e sulla spiaggia, proprio perché il primo pensiero è stato quello che si fosse trattato di uno scempio fatto senza secondi fini. Ma del dispositivo nessuna traccia. La denuncia è stata fatta, i carabinieri sono all’opera per rintracciare i colpevoli o il colpevole. Ma quello che suscita indignazione nella popolazione e nell’amministrazione comune è che si sia andati a rovinare uno strumento utile a salvare vite umane, messo in un luogo raggiungibile da tutti proprio per garantire, in caso di necessità, il pronto intervento anche in momenti in cui le strutture che lo hanno in dotazione sono chiuse. Il piano, promosso dal Comune di Follonica si chiama “Follonica città cardioprotetta” e prevede nel corso degli anni la dotazione in tutti i punti chiave del territorio comunale di defibrillatori esterni, quindi utilizzabili da tutti e in qualsiasi momento.
Oltre quindi ai dispositivi interni a edifici pubblici, impianti sportivi, caserme e spazi privati (circa una quarantina a oggi) a Follonica da qualche mese sono presenti una decina di Dae appunto, e altri dovranno ancora essere installati. Il progetto vede la collaborazione dell’associazione “Amici del cuore”, Asl 9 e Croce Rossa e l’anno scorso il municipio ha anche cercato degli sponsor tra i privati per l’acquisto di macchinari di questa tipologia che costano all’incirca 2.500 euro l’uno. Ai sostenitori dell’iniziativa il Comune garantisce la possibilità di veicolare un messaggio promozionale sulle postazioni e nelle campagne di informazione relative al progetto. Non solo: sono stati organizzati corsi per insegnare alla popolazione l’utilizzo dei defibrillatori e creato un sito internet (www. follonicacuore.it) dov’è stata inserita la mappa dei dispositivi pubblici e privati. (p.v.)
La sensibilizzazione sull’argomento e gli appelli durante la presentazione del progetto non sono serviti. Neppure è servito il fatto che quel dispositivo sia stato messo lì per salvare vite umane. Nulla. Così come nulla potrà essere ricavato da quel furto: il Dae (Defibrillatore automatico esterno) in questione, come gli altri in città, ha un numero identificativo ed è collegato alla centrale del servizio sanitario d’emergenza. Uno spregio? Un atto di puro vandalismo? Forse. Tanto che chi se n’è accorto ha cercato nelle pinete vicine e sulla spiaggia, proprio perché il primo pensiero è stato quello che si fosse trattato di uno scempio fatto senza secondi fini. Ma del dispositivo nessuna traccia. La denuncia è stata fatta, i carabinieri sono all’opera per rintracciare i colpevoli o il colpevole. Ma quello che suscita indignazione nella popolazione e nell’amministrazione comune è che si sia andati a rovinare uno strumento utile a salvare vite umane, messo in un luogo raggiungibile da tutti proprio per garantire, in caso di necessità, il pronto intervento anche in momenti in cui le strutture che lo hanno in dotazione sono chiuse. Il piano, promosso dal Comune di Follonica si chiama “Follonica città cardioprotetta” e prevede nel corso degli anni la dotazione in tutti i punti chiave del territorio comunale di defibrillatori esterni, quindi utilizzabili da tutti e in qualsiasi momento.
Oltre quindi ai dispositivi interni a edifici pubblici, impianti sportivi, caserme e spazi privati (circa una quarantina a oggi) a Follonica da qualche mese sono presenti una decina di Dae appunto, e altri dovranno ancora essere installati. Il progetto vede la collaborazione dell’associazione “Amici del cuore”, Asl 9 e Croce Rossa e l’anno scorso il municipio ha anche cercato degli sponsor tra i privati per l’acquisto di macchinari di questa tipologia che costano all’incirca 2.500 euro l’uno. Ai sostenitori dell’iniziativa il Comune garantisce la possibilità di veicolare un messaggio promozionale sulle postazioni e nelle campagne di informazione relative al progetto. Non solo: sono stati organizzati corsi per insegnare alla popolazione l’utilizzo dei defibrillatori e creato un sito internet (www. follonicacuore.it) dov’è stata inserita la mappa dei dispositivi pubblici e privati. (p.v.)
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