La manifestazione
Settant’anni e non sentirli
di Stefano Fabbroni
Giovanni Maria Flick spiega la Costituzione ai ragazzi delle scuole superiori di Grosseto
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GROSSETO. La Costituzione italiana: dalla nascita ad oggi attraverso un’evoluzione di settant’anni.
Giovanni Maria Flick, ex ministro di Grazia e giustizia del Governo Prodi e presidente della Corte Costituzionale dal 2008 al 2009 ne ha parlato al Teatro degli Industri di fronte a una platea di studenti delle scuole superiori grossetane. Una lectio magistralis che ha registrato la partecipazione attenta anche delle autorità civili e militari presenti.
Il giurista, però, ha voluto accompagnarla ad insegnamenti e consigli ai ragazzi, molti dei quali si stanno avviando agli esami di maturità, quindi ai successivi passi, Università o mondo del lavoro: dodici di loro hanno accolto la lezione del professore con un’introduzione in cui, uno alla volta, hanno recitato a memoria i principi fondamentali del testo, dalla Repubblica italiana fondata sul lavoro al significato della bandiera tricolore. «Dodici punti – commenta Flick - che rappresentano l’impalcatura della Costituzione». «Il 1 gennaio 1948 la Costituzione entrò in vigore – dice ai ragazzi – e, come cita il documento approvato, deve essere rispettata da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato».
Negli anni si è parlato molto di cambiare la Costituzione, con i referendum del 2005 e 2016 ma per Flick questi “richiami” alla partecipazione popolare dovevano avere ben altra strutturazione.
«L’ignoranza che abbiamo nella conoscenza della Costituzione è molto più ampia di quanto ci si immagini – continua – quindi prima di riscriverla è bene rileggerla e chiediamoci inoltre se oltre ad essere attuale, cioè se funziona, sia stata anche attuata: la risposta è sì ma solo in poche parti, in altre c’è ancora molto su cui lavorare».
È vero, le condizioni socio-economiche del paese in cui la Costituzione era stata emanata erano diverse e proprio all’articolo dieci, in cui si fa riferimento al concetto di emigrazione e non, come richiederebbe l’attualità, a quello di immigrazione, Flick dà un’ulteriore spiegazione. «Questo perché settant’anni fa il flusso di italiani che andavano a vivere all’estero era ancora elevato - dice - ricordo molti partire con le classiche valigie di cartone legate con uno spago. Ma nel testo viene fatto cenno anche ai partiti ed ai sindacati che devono essere regolamentati da legge: non lo sono perché nessuno di loro volle al tempo questa disposizione». Flick ricorda una precedente lezione tenuta nel 2010 a Grosseto, alla vigilia dei 150 anni dell’Unità d’Italia ma anche le tappe che hanno legato la storia della Toscana e della Maremma alla nazione: dall’abolizione della pena di morte alle bonifiche Un saluto è giunto dal sindaco e presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dalla Prefetta Cinzia Torraco.
Giovanni Maria Flick, ex ministro di Grazia e giustizia del Governo Prodi e presidente della Corte Costituzionale dal 2008 al 2009 ne ha parlato al Teatro degli Industri di fronte a una platea di studenti delle scuole superiori grossetane. Una lectio magistralis che ha registrato la partecipazione attenta anche delle autorità civili e militari presenti.
Il giurista, però, ha voluto accompagnarla ad insegnamenti e consigli ai ragazzi, molti dei quali si stanno avviando agli esami di maturità, quindi ai successivi passi, Università o mondo del lavoro: dodici di loro hanno accolto la lezione del professore con un’introduzione in cui, uno alla volta, hanno recitato a memoria i principi fondamentali del testo, dalla Repubblica italiana fondata sul lavoro al significato della bandiera tricolore. «Dodici punti – commenta Flick - che rappresentano l’impalcatura della Costituzione». «Il 1 gennaio 1948 la Costituzione entrò in vigore – dice ai ragazzi – e, come cita il documento approvato, deve essere rispettata da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato».
Negli anni si è parlato molto di cambiare la Costituzione, con i referendum del 2005 e 2016 ma per Flick questi “richiami” alla partecipazione popolare dovevano avere ben altra strutturazione.
«L’ignoranza che abbiamo nella conoscenza della Costituzione è molto più ampia di quanto ci si immagini – continua – quindi prima di riscriverla è bene rileggerla e chiediamoci inoltre se oltre ad essere attuale, cioè se funziona, sia stata anche attuata: la risposta è sì ma solo in poche parti, in altre c’è ancora molto su cui lavorare».
È vero, le condizioni socio-economiche del paese in cui la Costituzione era stata emanata erano diverse e proprio all’articolo dieci, in cui si fa riferimento al concetto di emigrazione e non, come richiederebbe l’attualità, a quello di immigrazione, Flick dà un’ulteriore spiegazione. «Questo perché settant’anni fa il flusso di italiani che andavano a vivere all’estero era ancora elevato - dice - ricordo molti partire con le classiche valigie di cartone legate con uno spago. Ma nel testo viene fatto cenno anche ai partiti ed ai sindacati che devono essere regolamentati da legge: non lo sono perché nessuno di loro volle al tempo questa disposizione». Flick ricorda una precedente lezione tenuta nel 2010 a Grosseto, alla vigilia dei 150 anni dell’Unità d’Italia ma anche le tappe che hanno legato la storia della Toscana e della Maremma alla nazione: dall’abolizione della pena di morte alle bonifiche Un saluto è giunto dal sindaco e presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna e dalla Prefetta Cinzia Torraco.
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