Attenzione
Cambiata la serratura L’Eden torna al Comune
di Francesca Ferri
L’amministrazione cittadina rimette fisicamente piede nel locale da ballo Dopo quattro anni si chiude la parentesi della gestione Barbieri
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GROSSETO. Il Comune di Grosseto torna in possesso della Sala Eden. Ieri sul bastione Garibaldi personale del Municipio cittadino ha cambiato la serratura alla porta d’ingresso, decretando anche fisicamente – dopo l’ordine impartito sulla carta dal Tribunale – il suo ritorno nelle mani dell’amministrazione pubblica.
Un passaggio obbligato dopo che il 24 novembre l’ufficiale giudiziario aveva notificato lo sfratto coattivo per morosità della Grosseto Disco (ex Capital Communication), società della famiglia dell’imprenditore viareggino Claudio Barbieri, dopo il provvedimento che il Tribunale di Grosseto aveva già convalidato a settembre. La busta con all’interno il verbale è ancora attaccata alla porta, intonsa.
Ieri il personale del Comune è entrato nel locale per verificarne le condizioni e sincerarsi del materiale al suo interno. Varie ditte creditrici della Grosseto Disco, infatti, hanno chiesto nelle scorse settimane di poter rientrare in possesso di alcuni beni mobili che si trovano dentro l’edificio.
«Adesso il Comune comincerà a fare l’inventario e la verifica tecnica degli impianti – spiega l’assessore al Patrimonio Riccardo Megale –. Servirà tutto febbraio».
Ed è esattamente il febbraio di quattro anni fa, quando la Capital Communication si aggiudica la gestione dello storico locale sulle Mura con un rialzo record del 30,21 per cento, su un canone annuo base di quasi 28mila euro. In soldoni, la Capital promette un affitto di circa 3mila euro al mese per 18 anni al Comune, sbaragliando la concorrenza degli altri partecipanti alla gara che pure avevano ottenuto un punteggio più alto sul piano delle idee (nella prima fase di selezione, quella sulle idee, l’ati formata da Enza Valentini, Cristian Montani e Chiara Ghilardi era giunta a 52 punti su 60 mentre la Capital si era fermata a 31,5).
L’aggiudicazione fatta esclusivamente sulla base dell’offerta economica suscita malumori, espressi anche in consiglio comunale, ma il progetto va comunque avanti.
Barbieri promette di fare della Maremma la nuova Versilia e di far partire la metamorfosi proprio dalla sala Eden.
Imponenti lavori di interior design trasformano il locale in uno spazio glamour. La festa di inaugurazione è l’evento clou dell’autunno. Eppure è andata diversamente.
Il locale non decolla e dopo un po’ la gestione viene affidata dalla Capital all’imprenditore Nikolin Lekndreaj, che sembra riuscire a trovare la formula giusta per l’Eden.
A febbraio 2016, però, si trova suo malgrado coinvolto in un contenzioso tra il Comune e la Capital Communication.
L’amministrazione contesta la gestione dell’attività e lavori non effettuati o temporaneamente sospesi, e avvia un procedimento di risoluzione del contratto di affitto per grave inadempimento nei confronti della Capital Communication.
La situazione si presenta in tutta la sua gravità nel novembre dello stesso anno, quando circa dieci imprese artigiane di Grosseto scrivono una lettera aperta al sindaco lamentando di avere crediti per 600mila euro con la Capital Communication che non riescono a farsi saldare. Ormai il divorzio è questione di tempo.
Lo scorso settembre il Tribunale ordina lo sfratto e ieri il cambio della serratura.
Cosa succede adesso? «È presto per dirlo – dice Megale –. Al momento pensiamo all’inventario e a verificare le condizioni dell’immobile. Poi vedremo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Un passaggio obbligato dopo che il 24 novembre l’ufficiale giudiziario aveva notificato lo sfratto coattivo per morosità della Grosseto Disco (ex Capital Communication), società della famiglia dell’imprenditore viareggino Claudio Barbieri, dopo il provvedimento che il Tribunale di Grosseto aveva già convalidato a settembre. La busta con all’interno il verbale è ancora attaccata alla porta, intonsa.
Ieri il personale del Comune è entrato nel locale per verificarne le condizioni e sincerarsi del materiale al suo interno. Varie ditte creditrici della Grosseto Disco, infatti, hanno chiesto nelle scorse settimane di poter rientrare in possesso di alcuni beni mobili che si trovano dentro l’edificio.
«Adesso il Comune comincerà a fare l’inventario e la verifica tecnica degli impianti – spiega l’assessore al Patrimonio Riccardo Megale –. Servirà tutto febbraio».
Ed è esattamente il febbraio di quattro anni fa, quando la Capital Communication si aggiudica la gestione dello storico locale sulle Mura con un rialzo record del 30,21 per cento, su un canone annuo base di quasi 28mila euro. In soldoni, la Capital promette un affitto di circa 3mila euro al mese per 18 anni al Comune, sbaragliando la concorrenza degli altri partecipanti alla gara che pure avevano ottenuto un punteggio più alto sul piano delle idee (nella prima fase di selezione, quella sulle idee, l’ati formata da Enza Valentini, Cristian Montani e Chiara Ghilardi era giunta a 52 punti su 60 mentre la Capital si era fermata a 31,5).
L’aggiudicazione fatta esclusivamente sulla base dell’offerta economica suscita malumori, espressi anche in consiglio comunale, ma il progetto va comunque avanti.
Barbieri promette di fare della Maremma la nuova Versilia e di far partire la metamorfosi proprio dalla sala Eden.
Imponenti lavori di interior design trasformano il locale in uno spazio glamour. La festa di inaugurazione è l’evento clou dell’autunno. Eppure è andata diversamente.
Il locale non decolla e dopo un po’ la gestione viene affidata dalla Capital all’imprenditore Nikolin Lekndreaj, che sembra riuscire a trovare la formula giusta per l’Eden.
A febbraio 2016, però, si trova suo malgrado coinvolto in un contenzioso tra il Comune e la Capital Communication.
L’amministrazione contesta la gestione dell’attività e lavori non effettuati o temporaneamente sospesi, e avvia un procedimento di risoluzione del contratto di affitto per grave inadempimento nei confronti della Capital Communication.
La situazione si presenta in tutta la sua gravità nel novembre dello stesso anno, quando circa dieci imprese artigiane di Grosseto scrivono una lettera aperta al sindaco lamentando di avere crediti per 600mila euro con la Capital Communication che non riescono a farsi saldare. Ormai il divorzio è questione di tempo.
Lo scorso settembre il Tribunale ordina lo sfratto e ieri il cambio della serratura.
Cosa succede adesso? «È presto per dirlo – dice Megale –. Al momento pensiamo all’inventario e a verificare le condizioni dell’immobile. Poi vedremo».
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