Il Tirreno

Grosseto

Abbattere le barriere, il sogno del paese

di Fiora Bonelli
Abbattere le barriere, il sogno del paese

A Castel del Piano siglato un accordo tra Comune, commercianti e Fiaba per rendere il territorio accessibile al 100%

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CASTEL DEL PIANO. Castel del Piano si candida a diventare paese aperto e senza barriere. Perché «creare luoghi accessibili è uno stile di vita e non una concessione per i disabili».

Parola di Giuseppe Trieste, presidente nazionale di Fiaba (Fondo italiano per l’abbattimento delle barriere architettoniche) onlus, organizzazione che ha come obiettivo promuovere l’eliminazione di tutte le barriere fisiche, culturali, psicologiche e sensoriali per la diffusione della cultura delle pari opportunità. Ieri Trieste ha incontrato i commercianti del centro naturale di Castel del Piano, Ascom e le istituzioni per costruire un progetto pilota che renda accessibile il borgo e il territorio. Un paese a fruibilità totale, insomma, “senza barriere”.

L’incontro è stato organizzato da Ascom e da Trieste e vi hanno partecipato il responsabile delle segreterie sindacali Confocommercio Grosseto Claudio Ricci, la geometra Paola Borracelli, il presidente del centro commerciale naturale di Castel del Piano Alessio Gennari con alcuni commercianti, il sindaco Claudio Franci, e le assessore Stefania Colombini e Romelia Pitardi.

L’idea è nata da una sensibilità dimostrata proprio dagli imprenditori locali, supportati da Ascom e spalleggiati da competenze e seminari promossi dagli ordini degli architetti e dei geometri grossetani. Trieste, nell’incontro, ha puntato su concetti chiave come quello che «creare luoghi accessibili è uno stile di vita», oppure quello che «il turismo beneficerebbe dal trovare un paese con le porte spalancate, che la cabina di regia per creare accessibilità e fare accoglienza è tutta la comunità, le istituzioni, i professionisti, i commercianti, gli studenti, gli albergatori e via dicendo».

«Tutti sono uomini e cittadini – ha sottolineato Trieste – ragion per cui non bisogna fare lavori appositi per i cittadini disabili, ma per tutti».

«Crediamo molto nell’idea del centro commerciale naturale – ha spiegato Ricci di Ascom – per una cultura dell’accessibilità e dell’inclusione. E Castel del Piano potrebbe trovare in questa nuova progettualità una specificità e un valore aggiunto per rilanciare turismo, commercio ed economia. Proprio in questo senso potrebbe diventare un modello per il Monte Amiata nel suo complesso e per la Maremma». Borracelli, ex presidente dei geometri di Grosseto e sostenitrice di diversi progetti di abbattimento di barriere architettoniche, ha anche esortato a «coinvolgere chi ha difficoltà quando si fanno progetti pubblici. Hanno di certo un occhio più esperto», ha detto.

Il progetto pilota è ancora tutto da imbastire. L’idea è cercare fondi per rendere accessibile tutto l’abitato, le zone commerciali e i parcheggi, i percorsi culturali e naturalistici, con servizi di qualità utili a chi ha difficoltà.

Intanto il Ccn ha dato il via a un tavolo di lavoro che comprende il Ccn, le istituzioni e Fiaba. Insomma, la sensibilità per affrontare la questione c’è.

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