Italia
Le Terme di Saturnia diventano più grandi Via libera al restyling
di Giovanna Mezzana
Manciano dice sì all’ampliamento del 20% del complesso Resta il nodo della viabilità: ma Morini ha già qualche idea
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MANCIANO. Le Terme di Saturnia diventeranno più grandi. Saranno ampliate: come e quando è da vedere, ma il nulla osta di Palazzo civico alla riqualificazione – con incremento del 20 per cento del complesso termale – è già arrivato. Per la Maremma grossetano-centrica il via libera è passato sotto-traccia (dal consiglio comunale mancianese di fine novembre) ma c’è. Prende forma dunque quell’alleanza con il territorio – dalle rappresentanze maremmane della Confindustria alle istituzioni civiche – auspicata dalla nuova proprietà, che ad ottobre ha acquistato il gioiello termale dalla famiglia milanese Manuli per 40 milioni di euro; il sindaco di Manciano Mirco Morini ha già incontrato – «Abbiamo fatto una chiacchierata» dice – Massimo Caputi, l’ingegnere abruzzese top manager del real estate, presidente e socio di riferimento di Feidos, la società che insieme al fondo americano York Capital ha traghettato a sé la spa. Per i borghi da sogno del Mancianese ma anche per la Maremma-tutta – Grossetana e Senese – è dietro l’angolo la chance di uno sviluppo “strutturato” del turismo. Bisognerà essere in grado di coglierla a partire (magari) da una “rivisitazione” della viabilità.
Nulla osta. Era fine novembre quando il consiglio comunale di Manciano ha detto sì al “restyling” di Terme di Saturnia: «La nuova proprietà ha necessità di riqualificare il complesso termale – dice il sindaco Morini – e a loro spetta un ampliamento del 20%: è stabilito nel piano operativo del Comune. La partita è complessa e articolata sia per l’amministrazione comunale che per i nuovi investitori... ma bisogna tornare agli antichi splendori – aggiunge – e loro sembrano avere le idee chiare».
La chiacchierata. “Loro” sono i manager che compongono il team Feidos guidato da Caputi. «Guardi, non lo scriva – bisbiglia il sindaco Morini mentre lo cogliamo al termine di una battuta di caccia a Poggio Murella, proprio sopra le Terme – ma l’ingegnere (Caputi, ndr) ha una marcia in più. Non è uno che sta lì a guardare». Bene: e c’è chi dice pure che l’ingegnere, che arriva dall’apice del management pubblico e privato (da Sviluppo Italia a Pirelli), ami la Maremma e le Colline dell’Albegna. «Di progetti – riprende il sindaco – per ora non ne abbiamo visti, ma la loro idea è: portare in Maremma un turismo di qualità e per farlo punteranno anche su una riqualificazione del personale». Il tandem Feidos-York Capital presenterà il piano di rilancio – “Restart Saturnia – a febbraio. Intanto, ha annunciato un fabbisogno di personale con competenze di alta gamma – da Hotel a cinque stelle, per intenderci – di circa una cinquantina di unità. Trapela anche l’idea di puntare su un’offerta diversificata e gestita per linee di business distinte: il resort, la Spa integrata con linea soft medical, la cosmesi, le piscine a pagamento, il Club benessere destinato ai clienti esterni del resort. E poi c’è il golf: tutto da rilanciare.
Target e viabilità. L’idea di un complesso termale che attragga un turismo di alto livello sembra piacere al sindaco Morini, che non sarebbe l’unico primo cittadino a trarre benefici, per il proprio territorio, dalla potenza della calamita di una struttura di lusso come Terme di Saturnia. Certo è che, con questo obiettivo, bisognerebbe ripensare a certi “dettagli”. Per esempio”, all’assalto alle Cascate del Gorello (sotto alle Terme, quelle vere): sono talmente gettonate da mandare ko – nei fine settimana, in alcuni periodi dell’anno – la viabilità. La viabilità, appunto. Tutto la nuova proprietà vuole fuorché investire risorse in un luogo da sogno ma difficilmente raggiungibile. L’acquazzone dell’11 gennaio ha mostrato quanto siano fragili quelle strade. «I problemi della 74 – aggiorna Morini – sono pressoché risolti. A due chilometri e mezzo da Manciano (venendo da Grosseto) è rimasto da sistemare un piccolo tratto, per il cui intervento è già stato fatto un sopralluogo con i tecnici della Provincia». Resta “tortuoso” il tratto da Manciano a Saturnia. «Ci sono due punti – dettaglia Morini – prima dei Poderi di Montemerano dove si incontrano due ponticini con guardrail: lì la viabilità potrebbe essere migliorata. Per raggiungere Saturnia da Manciano c’è anche una strada alternativa, da Manciano verso Pitigliano, di circa tre km e più dritta...ma vuoi mettere cosa ti perdi?». La possibilità di visitare, sulla strada per Saturnia, quella tortuosa, Montemerano. Come dare torto al sindaco? Il Borgo del Cuore è unico.
Nulla osta. Era fine novembre quando il consiglio comunale di Manciano ha detto sì al “restyling” di Terme di Saturnia: «La nuova proprietà ha necessità di riqualificare il complesso termale – dice il sindaco Morini – e a loro spetta un ampliamento del 20%: è stabilito nel piano operativo del Comune. La partita è complessa e articolata sia per l’amministrazione comunale che per i nuovi investitori... ma bisogna tornare agli antichi splendori – aggiunge – e loro sembrano avere le idee chiare».
La chiacchierata. “Loro” sono i manager che compongono il team Feidos guidato da Caputi. «Guardi, non lo scriva – bisbiglia il sindaco Morini mentre lo cogliamo al termine di una battuta di caccia a Poggio Murella, proprio sopra le Terme – ma l’ingegnere (Caputi, ndr) ha una marcia in più. Non è uno che sta lì a guardare». Bene: e c’è chi dice pure che l’ingegnere, che arriva dall’apice del management pubblico e privato (da Sviluppo Italia a Pirelli), ami la Maremma e le Colline dell’Albegna. «Di progetti – riprende il sindaco – per ora non ne abbiamo visti, ma la loro idea è: portare in Maremma un turismo di qualità e per farlo punteranno anche su una riqualificazione del personale». Il tandem Feidos-York Capital presenterà il piano di rilancio – “Restart Saturnia – a febbraio. Intanto, ha annunciato un fabbisogno di personale con competenze di alta gamma – da Hotel a cinque stelle, per intenderci – di circa una cinquantina di unità. Trapela anche l’idea di puntare su un’offerta diversificata e gestita per linee di business distinte: il resort, la Spa integrata con linea soft medical, la cosmesi, le piscine a pagamento, il Club benessere destinato ai clienti esterni del resort. E poi c’è il golf: tutto da rilanciare.
Target e viabilità. L’idea di un complesso termale che attragga un turismo di alto livello sembra piacere al sindaco Morini, che non sarebbe l’unico primo cittadino a trarre benefici, per il proprio territorio, dalla potenza della calamita di una struttura di lusso come Terme di Saturnia. Certo è che, con questo obiettivo, bisognerebbe ripensare a certi “dettagli”. Per esempio”, all’assalto alle Cascate del Gorello (sotto alle Terme, quelle vere): sono talmente gettonate da mandare ko – nei fine settimana, in alcuni periodi dell’anno – la viabilità. La viabilità, appunto. Tutto la nuova proprietà vuole fuorché investire risorse in un luogo da sogno ma difficilmente raggiungibile. L’acquazzone dell’11 gennaio ha mostrato quanto siano fragili quelle strade. «I problemi della 74 – aggiorna Morini – sono pressoché risolti. A due chilometri e mezzo da Manciano (venendo da Grosseto) è rimasto da sistemare un piccolo tratto, per il cui intervento è già stato fatto un sopralluogo con i tecnici della Provincia». Resta “tortuoso” il tratto da Manciano a Saturnia. «Ci sono due punti – dettaglia Morini – prima dei Poderi di Montemerano dove si incontrano due ponticini con guardrail: lì la viabilità potrebbe essere migliorata. Per raggiungere Saturnia da Manciano c’è anche una strada alternativa, da Manciano verso Pitigliano, di circa tre km e più dritta...ma vuoi mettere cosa ti perdi?». La possibilità di visitare, sulla strada per Saturnia, quella tortuosa, Montemerano. Come dare torto al sindaco? Il Borgo del Cuore è unico.
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