Toscana
DOPO LE POLEMICHE L’ACCORDO
La scuola di Maiano Lavacchio per ricordare i martiri d’Istia
GROSSETOLa memoria della Resistenza, dell’antifascismo, si conserva e si trasmette anche attraverso i luoghi. . Maiano Lavacchio, è uno di questi.L’Isgrec sta continuando a portare avanti un progetto...
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GROSSETO
La memoria della Resistenza, dell’antifascismo, si conserva e si trasmette anche attraverso i luoghi. . Maiano Lavacchio, è uno di questi.
L’Isgrec sta continuando a portare avanti un progetto che era nato nel 2015, scaturito da una vicenda che aveva sollevato polemiche, ma che poi si era risolta in modo favorevole per l’Istituto.
All’epoca il Comune di Magliano in Toscana aveva messo in vendita la scuola di Maiano Lavacchio, sorta nel luogo in cui si consumò una delle tragedie che hanno segnato di più la storia della Maremma, l’uccisione, da parte dei fascisti, di undici giovani – i martiri d’Istia – il 22 marzo 1944. Alla fine fu trovato l’accordo, con la mediazione dell’allora sindaco di Grosseto e presidente della Provincia Emilio Bonifazi e del consigliere regionale Leonardo Marras: Diego Cinelli, che era sindaco di Magliano, decise di stralciare la scuola di Maiano Lavacchio dal piano delle alienazioni del suo Comune.
L’Isgrec, attraverso un bando, aveva avuto la concessione dell’immobile, e con la collaborazione dell’architetto Edoardo Milesi, ha redatto un progetto per la costruzione di un luogo di memoria.
Il bando si è tradotto in una convenzione per l’acquisizione dell’edificio che sarà trasformato in memoriale.
Adesso si tratta di reperire le risorse finanziarie, un impegno di non poco conto. Il progetto nasce nell’ambito di un lavoro di riflessione sui luoghi della memoria. Il patrimonio di esperienze dell’istituto in questo settore ha già prodotto risultati come lo studio delle persecuzioni razziali del fascismo ed è stato individuato un altro luogo della memoria nel seminario di Roccatederighi, utilizzato come campo di concentramento per ebrei: una mostra permanente si trova nel Comune di Roccastrada e sul sito è stata posta una lapide in memoria degli ebrei deportati. Un altro progetto recente, i “Cantieri della memoria”, ha valorizzato alcuni luoghi della provincia, che ricordano eventi importanti per la memoria locale. Ultimo atto è stata la collocazione di una “pietra d’inciampo, a Campospillo, sempre nel Comune di Magliano in Toscana, per ricordare la deportazione dell’antifascista Tullio Mazzoncini: l’artista tedesco Gunter Denmig è tornato in Maremma per collocare lì una una quarta pietra d’inciampo, dopo le tre che aveva posto in prossimità dell’edificio del Comune di Grosseto, a ricordo di tre deportati politici morti nei lager del III Reich: Albo Bellucci, Italo Ragni e Giuseppe Scopetani. (e.p.)
La memoria della Resistenza, dell’antifascismo, si conserva e si trasmette anche attraverso i luoghi. . Maiano Lavacchio, è uno di questi.
L’Isgrec sta continuando a portare avanti un progetto che era nato nel 2015, scaturito da una vicenda che aveva sollevato polemiche, ma che poi si era risolta in modo favorevole per l’Istituto.
All’epoca il Comune di Magliano in Toscana aveva messo in vendita la scuola di Maiano Lavacchio, sorta nel luogo in cui si consumò una delle tragedie che hanno segnato di più la storia della Maremma, l’uccisione, da parte dei fascisti, di undici giovani – i martiri d’Istia – il 22 marzo 1944. Alla fine fu trovato l’accordo, con la mediazione dell’allora sindaco di Grosseto e presidente della Provincia Emilio Bonifazi e del consigliere regionale Leonardo Marras: Diego Cinelli, che era sindaco di Magliano, decise di stralciare la scuola di Maiano Lavacchio dal piano delle alienazioni del suo Comune.
L’Isgrec, attraverso un bando, aveva avuto la concessione dell’immobile, e con la collaborazione dell’architetto Edoardo Milesi, ha redatto un progetto per la costruzione di un luogo di memoria.
Il bando si è tradotto in una convenzione per l’acquisizione dell’edificio che sarà trasformato in memoriale.
Adesso si tratta di reperire le risorse finanziarie, un impegno di non poco conto. Il progetto nasce nell’ambito di un lavoro di riflessione sui luoghi della memoria. Il patrimonio di esperienze dell’istituto in questo settore ha già prodotto risultati come lo studio delle persecuzioni razziali del fascismo ed è stato individuato un altro luogo della memoria nel seminario di Roccatederighi, utilizzato come campo di concentramento per ebrei: una mostra permanente si trova nel Comune di Roccastrada e sul sito è stata posta una lapide in memoria degli ebrei deportati. Un altro progetto recente, i “Cantieri della memoria”, ha valorizzato alcuni luoghi della provincia, che ricordano eventi importanti per la memoria locale. Ultimo atto è stata la collocazione di una “pietra d’inciampo, a Campospillo, sempre nel Comune di Magliano in Toscana, per ricordare la deportazione dell’antifascista Tullio Mazzoncini: l’artista tedesco Gunter Denmig è tornato in Maremma per collocare lì una una quarta pietra d’inciampo, dopo le tre che aveva posto in prossimità dell’edificio del Comune di Grosseto, a ricordo di tre deportati politici morti nei lager del III Reich: Albo Bellucci, Italo Ragni e Giuseppe Scopetani. (e.p.)
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