Il Tirreno

Grosseto

Da Albinia, un’ode alla musica

di Ivana Agostini
Da Albinia, un’ode alla musica

Nel capannone di Conserve Italia i carristi plasmano il pentagramma dell’Orchestra Maldestra

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ALBINIA. I carristi di Albinia hanno cambiato musica. Nel capannone di Coserve Italia, quello che l’azienda mette a disposizione per la realizzazione del carro, fervono i preparativi per la nuova costruzione: L’Orchestra Maldestra. Questo il titolo.

I pomeriggi e le serate vengono, ormai da settimane, passate al capannone. Si salda, si attacca la cartapesta, si colora, si sagoma il polistirolo, si mettono in funzione decine e decine di movimenti meccanici. Per l’edizione 2018 del Carnevaletto da Tre soldi, i carristi di Albinia, che ogni anno aumentano di numero (a lavorare sono circa una ventina), hanno deciso di cambiare. «Quest’anno – inizia a raccontare il capocarro Davide Ricci – abbiamo deciso di fare un omaggio alla musica, rappresentandola a modo nostro».

Albinia lo scorso anno ha fatto il triplete: Carrissimo 2015 con Circo Italia, Carrissimo 2016 con È l’ora del Carnevale e Carrissimo 2017 con Sentite condoglianze. Sono carri che anno dopo anno sono andati crescendo in dimensione e movimenti occupandosi di temi di attualità anche impegnativi. Lo scorso anno a svettare in corso Italia a Orbetello, durante le sfilate, è stata una morte-gigantessa, la morte della nostra Italia.

La quarantanovesima edizione sarà invece all’insegna dell’allegria e della spensieratezza. La musica sarà il tema centrale del carro. Un tema diverso, spensierato con strumenti musicali simpatici e divertenti che si muoveranno in modo tale da coinvolgere grandi e piccini. Al centro di tutto, i creatori albiniesi hanno messo un l’Albero della musica. Da lì tutto ha inizio, tutto si dipana. I suoi rami sono chiavi di violino e note; le sue radici che formano un pentagramma. Tutto intorno ci saranno animati strumenti musicali che prendono parte all’Orchestra Maldestra. In prima fila, come spetta a un direttore d’orchestra, in questo caso una direttrice, ci sarà la reginetta del carro, la bella Irene Chipa. Le creazioni quest’anno sono tutte in polistirolo. «Abbiamo pensato di usare un materiale che – spiega Ricci – fosse maneggiabile da tutti. La creta solo l’artista la sa modellare. Abbiamo dato a tutti la possibilità di creare».

Albero della vita, note, strumenti avranno colori sgargianti. Sul carro anche un enorme organo che darà una visione particolare al carro. Tutto ciò che era sopra il pianale è stato smontato. Nulla della struttura dello scorso anno è rimasto sul pianale. Tutto completamente diverso.

Mentre i carristi lavorano, in una stanza vicina le ragazze provano i balletti. «Non avremo maschere libere – conclude Ricci – ma alcune sul carro e il balletto a terra. Sarà un’edizione all’insegna del divertimento. In fondo il Carnevale deve essere questo. Abbiamo fatto del nostro meglio. Ogni anno cerchiamo di crescere. Speriamo – conclude – che il pubblico lo apprezzi».

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