Il Tirreno

Grosseto

Un cantiere di scultura per la Casa dei Pesci

di Francesca Ferri
Un cantiere di scultura per la Casa dei Pesci

Il presidente Ippolito Turchi lancia l’idea di ospitare nel Giardino archeologico gli artisti che lavorano i blocchi di marmo e creare mostre alle Clarisse 

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GROSSETO. Dai fondali maremmani l’arte scolpita in un blocco di marmo può far riemergere la vita nel cuore storico di Grosseto. Con un laboratorio d’artista che permetta agli scultori del progetto della Casa dei Pesci di lavorare in uno spazio del centro e calamitare così interesse, curiosità, persone laddove oggi c’è uno spazio abbandonato e in attesa di identità.

È questa l’idea alla base della proposta che Ippolito Turco, presidente della Casa dei Pesci, ha presentato ieri nel primo appuntamento aperto alla cittadinanza dei Cantieri di Arte Pubblica “Cap 58100 - Piazze N(u)ove” che la Fondazione Grosseto Cultura, attraverso Clarisse Arte, ha avviato a Grosseto con Il Tirreno, nell’ambito delle iniziative “Gli orizzonti del Tirreno”, e il supporto del centro commerciale Aurelia Antica.

Cosa si può fare perché piazza San Francesco e dintorni entrino nel cuore dei grossetani, vengano vissuti, vengano visitati da chi viene da fuori? Nell’incontro al bar ristorante OltreNero caffè, Turco ha presentato un progetto che pare avere tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo.

La Casa dei Pesci, come è noto, nasce nel 2015, per iniziativa di Turco e del pescatore Paolo Fanciulli con Fondazione Grosseto cultura, per contrastare la pesca a strascico di frodo, cioè praticata entro tre miglia dalla costa e che distrugge i fondali.

La straordinaria intuizione alla base della Casa dei Pesci è di installare sul fondale marino blocchi di marmo scolpiti da importanti artisti italiani e internazionali e farne dei dissuasori per la pesca abusiva. Fino ad oggi ne sono stati installati 24, alcuni a Talamone e altri davanti alla foce dell’Ombrone. Questi blocchi hanno consentito il ripopolamento di posidonie e pesci. Troupe televisive da mezzo mondo sono arrivate in Maremma per raccontare la straordinaria idea e l’eccellente risultato, e artisti di fama internazionale (tra gli altri, Emily Young, Johann Gölles, Giorgio Butini) hanno scolpito i blocchi, donati dalla Cave Michelangelo di Carrara (in tutto 100 pezzi da 10-12 tonnellate l’uno).

Per il 2018 è in programma l’installazione di altri 20 blocchi e qui, nella proposta di Turco, potrebbe essere coinvolto il centro storico di Grosseto.

«L’idea – spiega Turco – è di coinvolgere questa piazza in un progetto di scultura, ovvero portare qua a Grosseto un blocco di marmo, metterlo nel nuovo Giardino archeologico qui accanto per due settimane e chiamare un artista a scolpirlo. Nel frattempo organizzare una mostra di bozzetti alle Clarisse e una mostra fotografica con le foto realizzate da Carlo Bonazza delle altre opere della Casa dei Pesci».

Insomma, si potrebbe avere la possibilità di vedere un artista al lavoro, si userebbe uno spazio appena ritrovato e oggi ben poco frequentato – il giardino ricavato tra il Polo universitario e il retro del San Francesco, realizzato dopo la demolizione di un’ala fatiscente dell’ex ospedale – per farne un cantiere artistico. Si creerebbe inoltre un doppio collegamento culturale: tra questo angolo e l’ex convento delle Clarisse, che passerebbe proprio da piazza San Francesco, e tra il centro storico di Grosseto e la costa. «Un percorso artistico e ambientale – spiega Ippolito Turco – che è una cosa che avremmo solo qua e in nessun’altra parte del mondo».

Un percorso che potrebbe snodarsi negli infiniti rigoli della Rete e raggiungere davvero i quattro angoli del pianeta. «Si potrebbe ad esempio realizzare un’app – dice ancora Ippolito Turchi – visto il grande interesse internazionale che questo progetto ha suscitato». Inimmaginabile la visibilità che un’operazione del genere potrebbe dare alla città.

La permanenza dell’artista nel centro storico di Grosseto per il periodo necessario a completare la scultura creerebbe essa stessa un indotto (alloggio e pasti per lui e il suo entourage), per non parlare del ritorno che ne avrebbe questa zona, e in generale il centro storico, grazie ai visitatori che potrebbero venire a vedere il lavoro di scultura dal vivo e le mostre collegate.

Cultura che genera automaticamente economia e posti di lavoro, e più solido di quello stagionale.

Non a caso esperienze di residenze d’artista collegate al territorio hanno già dimostrato di essere soluzioni vincenti. Lo ha rammentato ieri Mario Carri dell’Archivio delle Tradizioni popolari della Maremma, citando l’esperienza degli artisti giapponesi che ogni anno soggiornano nel territorio delle Crete senesi, realizzano opere che vengono installate lungo la Via Francigena.

Il progetto di ospitare nel Giardino Archeologico un cantiere artistico per la Casa dei Pesci potrebbe partire già a maggio, con due mesi di permanenza artistica.

La proposta è lanciata. Ora spetta alle istituzioni valutare se interessa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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